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Costruire reti – Una due giorni transfemminista contro la guerra
5 Luglio, 2025 - 6 Luglio, 2025

L’escalation della guerra ha un impatto crescente su tutta la società, colpendo in modo particolare le donne e le soggettività femminilizzate.
Dall’ascesa dei talebani in Afghanistan, alla violenza militare in Africa, fino al genocidio in Palestina, passando per la guerra russo-ucraina, l’aggressione in Iran e la guerra di occupazione in Kurdistan: ogni fronte di guerra ha un impatto devastante sulle donne*.
Dall’ascesa dei talebani in Afghanistan, alla violenza militare in Africa, fino al genocidio in Palestina, passando per la guerra russo-ucraina, l’aggressione in Iran e la guerra di occupazione in Kurdistan: ogni fronte di guerra ha un impatto devastante sulle donne*.
Tanto più la guerra e la mentalità guerrafondaia si fanno brutali, quanto più la violenza contro le soggettività femminilizzate si fa efferata. Lo vediamo quotidianamente nell’aumento dei femminicidi e delle violenze nel nostro Paese.
Guerra e patriarcato condividono logiche di dominio su corpi e territori. La violenza di genere è la radice comune di tutte le forme di oppressione, dal colonialismo all’estrattivismo.
È urgente tenere insieme questi piani e riconoscere il legame tra la guerra globale e la guerra quotidiana contro le donne e le soggettività lgbtqia+.
Le guerre non sono mai neutrali: non lo sono rispetto all’etnia, alla classe, né tantomeno al genere. Ma in che modo un regime di guerra impone, in primis, una guerra alle donne?
Su queste domande vogliamo riflettere collettivamente il 5 e 6 luglio, due giorni per creare reti, mettersi in gioco e sradicare la guerra a partire dalle radici che mette nei territori e nelle nostre vite.
Da oltre tre anni, la nostra città è attraversata da un progetto ecocida e bellicista: la costruzione di una nuova base militare per i reparti speciali dei Carabinieri GIS e Tuscania, protagonisti delle operazioni militari italiane nel mondo, oggi coinvolti anche nel blocco del valico dall’Egitto verso Gaza.
Per questo saremo al presidio dei Tre Pini, proprio di fronte alle reti della futura base. Perché le nostre parole trovano significato e potenza se radicate nella pratica quotidiana.
Per questo saremo al presidio dei Tre Pini, proprio di fronte alle reti della futura base. Perché le nostre parole trovano significato e potenza se radicate nella pratica quotidiana.
Affronteremo il tema della guerra sotto diverse lenti: i ruoli di genere, l’educazione e la formazione dalle scuole alle università, l’economia di guerra e il sacrificio di tutti i corpi e territori, per scovare come la guerra si costruisce e intrecciare le nostre resistenze.
Laboratori, letture, passeggiate nei territori della militarizzazione, momenti di confronto: presto ci saranno aggiornamenti sui temi e il programma delle due giornate, ognunə potrà contribuire nella loro immaginazione e realizzazione!