Dal 5 al 7 settembre, il Movimento No Base lancia un campeggio territoriale di fronte alle reti del centro militare CISAM, all’interno del Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, nel Presidio di Pace dei “Tre Pini” a cui abbiamo dato vita oramai due anni fa, e che crediamo debba sempre più diventare il presidio di tutta la cittadinanza che pretende la pace e un ambiente sano in cui vivere. Un Presidio nel cuore di un Parco protetto, ma invaso dalle basi e minacciato da ulteriore disboscamento, cementificazione e deregolamentazione. Leggi QUI l’appello per intero
Il campeggio sarà l’occasione per continuare a costruire la lotta No Base vivendo insieme tre giorni di iniziative, workshop, serate, pranzi, cene, concerti e molto altro!
A breve il programma con tutti i dettagli in fase di aggiornamento!
PER ORA, DI SEGUITO, GLI APPROFONDIMENTI SULLE SINGOLE INIZIATIVE.

VEN 5 SETTEMBRE

ORE 17.30 – TAVOLA ROTONDA: A difesa del Parco di San Rossore Migliarino-Massaciuccoli. Per una nuova resistenza degli alberi.

Nell’ambito del campeggio territoriale del movimento No Base – Né a Coltano né altrove, vi invitiamo a partecipare alla tavola rotonda “Difendere il Parco. Per una nuova resistenza ecologica”, un momento di confronto per riflettere insieme su una delle minacce più gravi che oggi incombono sul nostro territorio: la trasformazione del Parco Naturale di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli in un’infrastruttura militare, con l’abbattimento previsto di oltre 10.000 alberi. Un’opera da oltre 500 milioni di euro, finanziata con risorse pubbliche, che ricade direttamente sui tagli a scuola, sanità, trasporti, cultura. Un investimento per la guerra, in un momento di profonda escalation bellica, che sottrae risorse a ciò che serve davvero per affrontare la crisi climatica e sociale in corso

Il Parco di San Rossore è uno degli ecosistemi più ricchi e fragili della Toscana: oltre 23.000 ettari di pinete, dune, zone umide e boschi, che ospitano centinaia di specie animali e vegetali, alcune rare o protette. Ma è anche un bene comune, una riserva di aria, acqua, biodiversità e memoria collettiva. La sua istituzione è stata ottenuta grazie alle mobilitazioni ecologiste degli anni ’70, che hanno difeso questi luoghi dalla speculazione e dalla cementificazione. Oggi, più che mai, quel patrimonio va difeso.

La lotta per San Rossore si unisce idealmente a tutte le resistenze in difesa degli alberi che stanno sorgendo ovunque, in città e campagne, parchi urbani e foreste, contro disboscamenti, grandi opere, logiche estrattive e militarizzazioni. Difendere un albero oggi non è un gesto simbolico: è un atto concreto contro il cambiamento climatico, contro l’erosione degli spazi comuni, contro la guerra. Per questo parliamo di resistenza ecologica. Perché la lotta contro la base militare è anche una lotta per il clima, per la pace e per un modello di sviluppo che metta al centro la cura, non la distruzione.

Durante la tavola rotonda vogliamo aprire uno spazio di confronto tra tutte le realtà che amano, vivono o lavorano nel Parco. Un’occasione per ricostruire la storia e la biodiversità; immaginare un Parco libero, accessibile, partecipato; costruire un’alternativa concreta al progetto di militarizzazione.

Invitiamo associazioni ambientaliste, collettivi ecologisti, comitati locali, enti di ricerca, operatori del territorio e cittadine e cittadini a partecipare e contribuire. Perché la difesa degli alberi è oggi uno degli atti politici più urgenti e radicali che possiamo compiere.

Riappropriamoci del Parco. Difendiamo gli alberi. Fermiamo la base.

SAB 6 SETTEMBRE

ORE 15.30 – DIBATTITO: HUB MILITARE TOSCANO: la costruzione della guerra nei nostri territori. 

La guerra cresce e si prepara attraverso basi militari, produzioni di guerra, infrastrutture di logistica per operazioni belliche, che rafforzano la capacità operativa dell’intero apparato militare e industriale bellico. Un processo di militarizzazione che sta ridisegnando l’intera area tra Pisa e Livorno, tra Pisa e La Spezia (e oltre). Le connessioni tra porti, aeroporti e basi militari tramite ferrovie e canali navigabili fanno dei nostri territori punti collegati strategicamente per rendere fluido il passaggio di armi e militari, per operazioni militari congiunte, consumate in tutti i lati del globo. Il dibattito che proponiamo è finalizzato alla costruzione di possibilità concrete per interrompere questa catena della guerra a partire dai nostri territori, spezzando le traiettorie di questo hub della logistica bellica attraverso la creazione di reti efficaci che cooperino attivamente contro la devastazione. Sta a noi bloccare questo sistema che alimenta conflitti globali sottraendo risorse vitali ai bisogni delle comunità.

Di questo vorremmo discutere nella seconda giornata del campeggio No Base, sabato 6 settembre dalle 15.30 consapevoli che il nostro No si inserisce in una lotta più grande che è quella contro la guerra globale.

DOM 7 SETTEMBRE

ORE 10.00 – DIBATTITO: Territori in lotta nella guerra globale: dibattito con la giornalista Futura D’Aprile, Movimento No Tav, Movimento No Ponte e percorso “Guerra alla Guerra”

L’escalation bellica globale porta con sé un’economia di guerra feroce, visibile in molte forme. Riarmo europeo, riconversione industriale civile-militare, crescita della spesa militare al 5% del PIL sono le sue facce più esplicite e minacciose. La sua aggressione si esprime sui territori sottraendo risorse dai bisogni sociali reali, imponendo infrastrutture come la nuova Base Militare, impoverendo la popolazione di possibilità economiche, culturali, sociali, schiacciando gli spazi di decisionalità delle comunità tramite disciplinamento e ricatto. 

L’Italia e le isole sono costellate di infrastrutture militari, energetiche, logistiche per integrare aree di territorio e connettere armi, mezzi, persone, energia, denaro: centinaia di “zone di sacrificio” ci rendono una piattaforma della guerra globale sul Mediterraneo e sono l’altra faccia degli interessi militari, estrattivi e industriali che il nostro Paese interpreta nelle missioni all’estero, dall’Ucraina al Medio Oriente, nella complicità diretta con il genocidio in Palestina, nel supportare il ritorno al nucleare, nei rifornimenti di armi che fornisce a tutto il mondo.

Le “zone di sacrificio” sono anche il luogo della resistenza e del potenziale riscatto da questo avvitamento militarista, territori in cui scoprire che ostacolare la guerra dal basso e immaginare un’economia di pace è possibile. Per questo vi invitiamo al dibattito di domenica 7 settembre al Presidio di Pace “Tre Pini” nell’ambito del Campeggio No Base: dallo scenario globale, alle prospettive di lotta territoriali, a partire anche dal processo di Guerra alla Guerra,  vogliamo confrontarci su come mettere in discussione questo sistema di economia di guerra e individuare concretamente delle alternative, fondate sui bisogni delle comunità. Sarà uno spazio aperto per mettere in dialogo le lotte, immaginare e arricchire le diverse prospettive di mobilitazione contro la guerra, discutere di cosa significa la pace sui territori e come costruirla unendo le nostre idee e le nostre forze.