Nella conferenza stampa di questa settimana abbiamo denunciato la nuova, ennesima, manovra per aggirare la legge e accelerare l’avviamento dei lavori per la nuova base militare.
Nel nuovo DL Infrastrutture leggiamo emendamenti che sanciscono la possibilità di fatto di bypassare la Valutazione di Impatto Ambientale per progetti strategici per la difesa nazionale.

Il Governo accelera i tempi per rendere opache le decisioni e raggiungere il proprio obiettivo funzionale alle guerre in corso e a quelle che verranno. Questo ci dà la misura di quanto poco significato abbia la “democrazia” in tempo di guerra. Dà la misura anche, della paura che attraversa i Palazzi di affrontare il problema di una popolazione che vuole affermare il proprio NO: il segreto e il dispotismo sono la loro soluzione, perchè il rischio di decidere insieme significa tenere conto del fatto che nessun vuole nuove basi e altra guerra nel proprio territorio.

La nostra idea di decisionalità è differente e vogliamo dimostrarlo: unitə possiamo fermare questo progetto e costituire un ostacolo concreto alla militarizzazione e alla guerra globale, per dare alla pace il significato di democrazia, difesa dell’ambiente, spesa sociale, liberazione dal pericolo che la militarizzazione rappresenta per la società e il mondo.

Per questo l’estate no base sarà ricca di appuntamenti e iniziative, nella promozione degli obiettivi del Decalogo No Base, per la preparazione del campeggio del 5-6-7 settembre in cui potremo discutere e organizzarci, vivere il Parco, impararne la cura e la difesa, costruire insieme la lotta perchè il territorio possa dimostrare che conta: impedire questo progetto, difendere il nostro Parco e i nostri campi, stabilire che la democrazia è un diritto da conquistare per decidere insieme le sorti del nostro territorio.

Di seguito una radiointervista al movimento no base che presenta il quadro della situazione

Le pagine di giornarli uscite a seguito della conferenza

Il comunicato stampa del Movimento

DL INFRASTRUTTURE: ancora emendamenti per accelerare le opere di difesa nazionale e aggirare ogni vincolo ambientale. Il governo accelera sulla base militare di Pisa e Pontedera. 

In questi ultimi mesi il Movimento No Base ha lavorato su un piano di azioni per rilanciare la lotta sul territorio contro la Base e contro la cultura bellicista di questo governo.

Al primo punto del decalogo definito collettivamente abbiamo messo ”Trasparenza sulla documentazione del progetto”. E proprio in queste ore il Governo Meloni si appresta a realizzare un nuovo colpo di mano per limitare le azioni di controllo sulla militarizzazione dei territori.

Infatti è ora in corso alla camera dei deputati del parlamento, la votazione sulla fiducia per la conversione in legge del  D.L. 73/2025 recante Misure urgenti per garantire la continuità nella realizzazione di infrastrutture strategiche e nella gestione di contratti pubblici. Il così detto DL infrastrutture, esattamente come l’anno passato,  nasconde modi per accelerare e semplificare le procedure per nuove infrastrutture di guerra nel nostro paese dando via libera alla devastazione ambientale, senza più controllo o valutazione d’impatto.

Dalla presentazione del Decreto, Governo e maggioranza hanno aspettato gli ultimi giorni per presentare alcuni emendamenti che agevolano la realizzazione delle infrastrutture militari, e finanziano le opere con centinaia di milioni di euro che si aggiungono ai miliardi che il nostro paese già investe sulla spesa militare.

In particolare nella seduta del 3 luglio il Governo ha depositato un emendamento che aggiunge un articolo “Disposizioni urgenti in materia di valutazione ambientale relativa a progetti o parti di progetti aventi quale unico scopo la difesa nazionale”.  

L’emendamento interviene sul DL n.152 del 3 aprile 2016 che disciplina le procedure per la valutazione dell’impatto ambientale e in particolare sull’art. 6 comma 10 che prevede che “Ministro dell’ambiente e dei Beni culturali possano escludere, valutando caso per caso, alcune opere dalla VIA, nel caso in cui siano opere di difesa nazionale e nel caso in cui la VIA possa compromettere la realizzazione delle stesse”. Con questo emendamento il Ministero dell’ Ambiente è costretto ad emettere questo decreto di esclusione entro 30 giorni da quando il Ministro della Difesa ha dichiarato l’opera di interesse strategico nazionale.

Viene definito in maniera inequivocabile l’ordine delle priorità per cui  l’interesse militare e della difesa diventa preminente rispetto alla tutela del patrimonio ambientale.

Questo è confermato anche dalle indicazioni temporali sui tempi di risposta che sono brevissimi, se si pensa all’elevato grado di complessità e il rilevante impatto sul tessuto sociale che caratterizza questo tipo di opere. D’altronde in uno stato di guerra i tempi di scelta e decisione democratica e valutazione devono essere pressoché annullati, come la trasparenza sulle opere che si intendono realizzare.

Completa e rende ancora più preoccupante il quadro, l’emendamento presentato da Chiesa Paola Maria – parlamentare in quota Fratelli d’Italia- che chiede di aggiungere un articolo su “Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture ferroviarie e di edilizia giudiziaria, penitenziaria e della difesa nazionale” che va a modificare la legge 29 luglio 2021, n. 108 (Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure) in particolare all’articolo 53-bis (Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture ferroviarie e di edilizia giudiziaria e penitenziaria ), aggiunge il comma 1-quinquies: “Per la realizzazione delle opere dell’Arma dei carabinieri destinate alla difesa nazionale, cui si applicano anche le misure di semplificazione procedurale previste dall’articolo 44 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, ferme restando le quote di finanziamento attualmente disponibili, l’Agenzia del demanio è autorizzata a mettere a disposizione le risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza pari a 100 milioni di euro e ad apportare le necessarie modifiche ai relativi piani degli investimenti”.

Questi chiamano chiaramente in causa il progetto della nuova sede dei reparti speciali dei carabinieri che si vuole realizzare nel nostro territorio che è indicata come opera “nazionalmente strategica per la difesa” a partire  dal decreto del governo Draghi a Gennaio del 2022.

Se con il primo emendamento si bypassano i controlli di impatto ambientale sul progetto previsto proprio all’interno di un Parco Naturale di San Rossore e nell’area agricola di Pontedera, con il secondo emendamento l’ Agenzia del demanio potrebbe finanziare con 100 milioni di euro l’avvio dei lavori alla base del Cisam. Ancora una volta si prevede la possibilità di aumentare la spesa per infrastrutture militari indirettamente, sottraendo risorse economiche destinate all’economia civile, all’interesse generale della cittadinanza per finanziare opere di guerra e devastare l’ambiente.

Come Movimento no Base denunciamo con forza questa azione che avrà un impatto diretto sul nostro territorio, ma sostanzialmente segna il passo di un accelerazione per cui la grande opera militare diventa il faro guida dell’azione politica del governo Meloni e che quindi avrà effetto su tante altre realtà territoriali in lotta a partire da chi difende il territorio sullo Stretto di Messina, ma non solo.

Rilanciamo il piano di azioni di questa estate verso il campeggio No Base del 5-6-7 Settembre. In questi giorni apriamo altri 2 punti No Base a Calci e Viareggio, saremo in tour sulla costa adriatica per presentare l’opuscolo “Insieme possiamo fermarla” e naturlamente parteciperemo alle iniziative territoriali contro il riarmo, la guerra e il genocidio e a favore dell’economia di Pace e della transizione ecologica. Dal sostegno al Collettivo di fabbrica GKN ai presidi contro la base americana di Camp Darby.

A Pisa, prossimo appuntamento la presentazione del libro “Diario di un Disertore” martedì 15 in largo Ciro Menotti, come segno della nostra ferrea volontà di disertare la guerra a 360 gradi.