Oltre 8000 firme raccolte per le Dimissioni del presidente del Parco Bani, Mobilitazione in Regione Toscana per bloccare la costruzione della base militare!

Oltre 8000 firme raccolte per le Dimissioni del presidente del Parco Bani, Mobilitazione in Regione Toscana per bloccare la costruzione della base militare!

Martedì 17 dicembre h.15, Consiglio Regionale della Toscana – Firenze, Via Cavour, 2.

Il progetto della nuova base militare continua, sostenuto oggi dal Governo Meloni in continuità con l’esecutivo Draghi. Con il Decreto Infrastrutture, diventato poi legge in Parlamento lo stanziamento per l’opera è passato da 190 milioni di euro a 520, ed è proprio nelle ultime determine ministeriali che emerge con chiarezza quanto questo sia un progetto che porta con sé un indotto da un miliardo di euro prodotto da una molteplicità di opere militari funzionali all’aumento della militarizzazione del paese e della sua conseguente spinta all’escalation bellica internazionale.
Dopo una giornata di mobilitazione lo scorso 15 novembre contro l’economia di guerra e l’utilizzo dei 520 milioni per la base invece che per le necessità sociali e del territorio, abbiamo calendarizzato un altro momento di mobilitazione che sarà il 17 dicembre al Consiglio Regionale della Toscana.
In quell’ occasione rivendicheremo le dimissioni di Lorenzo Bani, presidente del Parco Rossore e primo esponente istituzionale a proporre la costruzione della base in forma “diffusa”, ovvero ancora dentro lo stesso Parco naturale, nell’area Cisam, con l’abbattimento di migliaia di alberi e la cementificazione armata di decine di ettari e ad oggi anche a Pontedera.
Oltre a questo obiettivo la mobilitazione del 17 dicembre avrà quello di esigere l’immediato blocco dell’esecuzione dei lavori sul lotto 1 al CISAM e la messa a disposizione pubblica di tutti i documenti in possesso della Regione sul progetto e l’esecuzione dei lavori stessi. Mentre il Consiglio regionale discute la finanziaria vogliamo nuovamente mostrare come le risorse economiche esistono ma vengono utilizzate per armi e guerre anziché per la sanità, l’istruzione e il benessere della società. 
A questo link la petizione per le dimissioni di Bani che invitiamo a diffondere tra i vostri contatti.  https://www.change.org/p/salviamo-il-parco-di-san-rossore-pisa-dalla-base-militare-rompiamo-il-sistema-bani
Per sottoscrivere come realtà collettiva è possibile mandare una mail a movimentonobase@gmail.com.
Siamo a disposizione per iniziative di presentazione dell’ultima guida No Base “INSIEME POSSIAMO FERMARLA”
Di seguito il comunicato di lancio della data del 17 dicembre su cui invitiamo a convergere

Lo abbiamo detto dall’inizio della nostra lotta e lo ribadiamo: non lasceremo in pace chi vuole sacrificare la nostra terra al servizio della guerra! Da quasi un anno abbiamo avviato la raccolta firme per le dimissioni di Lorenzo Bani, l’attuale Presidente dell’Ente Parco San Rossore. Oggi quella petizione ha raggiunto migliaia di firme, 8000 tra cartacee e online al momento in cui scriviamo, che parlano chiaro: chi ha proposto di costruire la base nel Parco, che prevede tra le altre, l’abbattimento di migliaia di alberi, deve dimettersi! 

Sappiamo bene come Bani rappresenti la punta dell’iceberg di una classe politica indirizzata trasversalmente a soffiare sui venti di guerra e sulla militarizzazione dei territori come volano economico: un sistema bellico che abbiamo il dovere morale di fermare, per questo tante  realtà collettive,  cittadini  e cittadine singole hanno proposto e firmato la petizione “Salviamo il Parco di San Rossore (Pisa) dalla Base Militare. Rompiamo il sistema Bani!

Il progetto della nuova base militare è emblematico di come si possa passare sulle teste della popolazione, lasciata all’oscuro dei reali progetti della nuova infrastruttura nella totale assenza di trasparenza, e come si possa mettere a repentaglio la sicurezza collettiva delle persone e l’integrità dell’ambiente a favore di chi fa affari sull’economia di guerra. Oltretutto nell’attuale area CISAM è presente un reattore nucleare in dismissione, e con esso una notevole quantità di materiale radioattivo. Non è noto come sia possibile “bonificare” quell’area, senza il pericolo di un potenziale disastro ecologico.

Tuttavia 8 milioni di euro sono già stati stanziati dal Governo per affidare la progettazione del “I lotto della sede dei reparti speciali dell’arma dei carabinieri in area Cisam” primo appalto di un’opera che costerà complessivamente 520 milioni di euro, senza che ci sia uno stralcio di documentazione che ne attesti la trasparenza o la garanzia delle condizioni di sicurezza per l’esecuzione dei lavori o che sia stata condivisa con il presidente della Regione Giani o l’Ente Parco gli indirizzi basilari della progettazione.

Dobbiamo fermare chi porta avanti l’idea devastante di una nuova base militare sul territorio toscano, che si aggiunge alle numerose infrastrutture belliche già presenti,  utile soltanto per  alimentare la guerra globale in cui proprio le forze armate dei reparti speciali GIS e del reggimento Tuscania giocano un ruolo da attori di primo piano.

Invitiamo tuttə coloro che condividono con noi l’urgenza di disarmare i territori a partecipare al presidio No Base a Firenze, il 17 dicembre a partire dalle ore 15:00  in concomitanza con il  Consiglio Regionale della Toscana che discute il bilancio. Siamo consapevoli che le risorse economiche esistono, ma vengono utilizzate per armi e guerre anziché per la sanità, l’istruzione e il benessere della società. Ci mobilitiamo per:

  • Dimissioni di Lorenzo Bani 
  • Bloccare i lavori del lotto 1 al CISAM 
  • Avere trasparenza su tutti i documenti in possesso della Regione Toscana sull’esecuzione dei lavori!

Movimento No Base né a Coltano né altrove