Lug 28, 2026 | Opuscolo, Uncategorized
Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A. Un lavoro che prosegue la ricerca iniziata con HUB n°1, integrando lo sguardo sulle aziende della difesa, sulle loro reti produttive e sulla progressiva organizzazione del territorio come infrastruttura strategica.
Indagare una fabbrica di armi significa accorgersi che non esiste mai una fabbrica isolata. Dietro ogni sistema d’arma si estende una filiera fatta di ricerca universitaria, laboratori, infrastrutture logistiche, aziende civili che producono componenti, reti di trasporto, finanziamenti pubblici e trasferimento tecnologico. È proprio questa rete che HUB vuole rendere visibile. È su questo terreno che si muovono aziende come Leonardo SpA, così come Fincantieri, insieme all’acquisizione di WASS e allo sviluppo delle tecnologie navali, che mostrano come l’industria della difesa si organizzi sempre meno per comparti separati e sempre più come una rete che unisce software, elettronica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, cantieristica e sistemi d’arma. La militarizzazione contemporanea che organizza l’intero territorio come piattaforma strategica, intrecciando università, ricerca, imprese, logistica, infrastrutture e formazione in una rete capillare, veloce, in rapida crescita e sotterranea anche se dappertutto. Una forma di militarizzazione dell’intera società, a cui si aggiunge la sperimentazione di nuove forme di leva di massa.
Per questo fare inchiesta significa acquisire strumenti per intervenire. Significa comprendere dove la guerra viene progettata, finanziata, prodotta e resa possibile, per poterla contrastare in ogni passaggio della sua filiera.
Dagli scioperi nelle aziende della difesa al confronto con lavoratrici e lavoratori; dalla lotta contro gli accordi tra università e industria bellica al blocco dei trasporti militari; dalla diffusione della conoscenza alla costruzione di percorsi collettivi nei territori. Perché la guerra non è soltanto nei fronti di combattimento. È dentro i processi economici, produttivi e culturali che la rendono possibile. E se questi processi attraversano le nostre città, allora è anche da qui che può partire la possibilità di interromperli.
Di seguito si può trovare in pdf il volume integrale del secondo numero di “HUB – Bollettino sulla militarizzazione e sulle resistenze dei territori”: scaricalo, diffondilo, rafforza la rete di resistenza contro la guerra.
Puoi leggere il primo numero sul nostro sito seguendo questo link.
Vuoi presentare il bollettino nella tua città o nel tuo paese? Vuoi sviluppare delle inchieste sulla militarizzazione nel tuo territorio o nei posti in cui vivi e lavori? Contattaci per organizzarci insieme!
Dic 16, 2025 | Bollettino, Opuscolo, Uncategorized
Dal lavoro congiunto di mobilitazione, organizzazione e inchiesta degli ultimi mesi che ha coinvolto diverse realtà e lavoratorə di Pisa, Firenze, Livorno, La Spezia e Carrara nasce il primo numero di “HUB”, un bollettino che raccoglie inchieste e approfondimenti sulla militarizzazione dei territori che abitiamo. Di seguito condividiamo l’editoriale e la versione digitale del primo numero!
Cos’è “HUB”? perchè un bollettino della militarizzazione?
“HUB” è un bollettino di informazione, inchiesta, approfondimento e scambio sulla militarizzazione dei territori, nato a partire dal campeggio No Base del 5-6-7 settembre 2025 nell’assemblea dedicata alla costruzione di alleanze tra i territori investiti dalla trasformazione in snodi strategici della guerra. Con la discussione di lavoratorə, movimenti, abitanti di Livorno, Pisa, Firenze, Carrara, La Spezia, tra chi si batte contro le basi militari e chi lavora e lotta nelle ferrovie e nei porti, è maturato il proposito di intraprendere una strada comune. Il bollettino “HUB” rappresenta la proposta attorno a cui vogliamo condividere questo percorso: una rivista digitale e cartacea, aperiodica, in cui trovare approfondimenti e contributi su come funziona l’hub militare in cui siamo immersə, per conoscere il sistema di guerra che innerva i territori e sviluppare la cooperazione e la condivisione adeguate a organizzarsi sempre più, sempre meglio, per bloccare e immaginare le alternative degne di cui la società ha bisogno.
“HUB” nasce anche dalla spinta di un movimento che gli scorsi mesi ha sconvolto il nostro Paese dando coraggio e fiducia, a milioni di persone solidali con la Palestina, mostrando che è possibile bloccare materialmente la guerra, che le persone hanno un potere nell’unirsi e organizzarsi persino contro le forze micidiali della guerra mondiale e del genocidio. Le lotte e gli scioperi ci hanno reso consapevoli che siamo coinvoltə non solo come “complici” o soggetti passivi, ma potenzialmente come protagonistə coscienti del nostro ruolo nella storia e nel mondo. Impedire che i piani di guerra e colonialismo, fatti di binari da cui transitano armi, di basi in cui si addestrano soldati e si progettano le operazioni militari, di aeroporti e porti in cui la logistica ha il suo fulcro, di fabbriche in cui bombe e munizioni sono prodotte, possano svolgersi impunemente.
“HUB” significa integrazione di flussi, di punti, di rotte, di funzioni, di scienza, di ingegneria dell’organizzazione della guerra per rendere i trasporti di armi, mezzi, munizioni veloci ma silenziosi, per incrementare la capacità operativa e di proiezione delle missioni militari, dalla Palestina, al Sudan, all’Ucraina, e rafforzare insieme il controllo interno sulla società e il territorio. “HUB” significa mettere insieme le capacità mortifere di aria, terra e acqua dell’esercito, per estrarre e far circolare informazioni sottratte dalle nostre vite con l’intelligence e le tecnologie AI, per condividere saperi tra le forze della NATO, per sperimentare nuove armi e sistemi. “HUB” è la pianificazione del colonialismo e dell’estrazione di risorse energetiche, per produrre tutto ciò che l’economia di guerra richiede, alimentare la distruzione della vita e il margine di profitto e potere degli Stati e del complesso militare-industriale.
“HUB” è una sinergia oggettiva tra queste forze che richiede una sinergia altrettanto efficace delle forze sociali dei territori, di chi rifiuta o ambisce a ribellarsi a tutto questo. Lo abbiamo visto nelle settimane di “Blocchiamo tutto”: ciò che viene bloccato in un punto, può passare da un altro, se i territori non sono sufficientemente organizzati per allearsi. La loro macchina di acciaio può essere fermata da un’altra sinergia, dall’organismo vivo delle comunità che lottano, dai saperi costruiti dal basso, dal desiderio di alternativa e libertà che anima sempre più persone indisponibili a vedere città, campi, boschi, montagne, servizi pubblici diventare ingranaggi della catena della guerra, zone di sacrificio inquinate e nocive, polveriere a cielo aperto che rappresentano infiniti bersagli di fronte all’escalation.
Con questo bollettino vogliamo in primo luogo nutrire il bisogno di condividere delle conoscenze su come questo HUB funziona, a cosa serve e com’è organizzato. Questo primo numero contiene approfondimenti su diversi territori, infrastrutture e snodi della logistica di guerra redatti da movimenti, comitati, lavoratorə portuali e ferrovieri e ha un’ampiezza che va da Livorno a La Spezia, uno dei corridoi centrali della militarizzazione in Italia. Un obiettivo che ci proponiamo è scoprire e divulgare come funziona la macchina bellica, costruire un sapere situato nel punto di vista di chi la militarizzazione la subisce e vuole combatterla. Per questo, nei prossimi numeri, lavoreremo a nuove inchieste, per coinvolgere altri territori e ricostruire questa rete che collega tutta Italia e le Isole e che può essere anche una rete di resistenze.
Perchè un altro obiettivo è rafforzare e costruire l’organizzazione e la possibilità della lotta: ovunque possiamo immaginare come difenderci dalla militarizzazione, quali strumenti ci servono per organizzarci, quali saperi dobbiamo ricercare per dare un nome a quanto opprime i territori e avere protagonismo nel denunciarlo; per poter incidere nel bloccare questo sistema di guerra, per liberare energia e voglia di battersi per quello che veramente ci serve: non abbiamo bisogno di basi militari, fabbriche di armi e infrastrutture di guerra; abbiamo bisogno di bonificare e rigenerare territori inquinati e cementificati, riappropriarci di risorse per servizi sanitari, sociali, abitativi dignitosi, sviluppare forme di decisionalità partecipativa soprattutto in quelle zone dove il potere si sente più dispotico e arrogante di imporre le proprie opere e le proprie regole, immaginare nuove forme di educarci alla diversità, all’amicizia tra popoli, alla cura del territorio e della comunità e non alla supremazia, al militarismo, all’isolamento e all’odio, a quei “valori” di cui la guerra si nutre per riprodurre e normalizzare se stessa.
Dai popoli di tutto il mondo su cui il potere abbatte la guerra con violenza c’è una linea che porta a noi e ai nostri territori. “HUB” vuole essere uno strumento per ricostruire queste linee che uniscono i piani della guerra mondiale e rigenerare quelle che uniscono noi, come parte di una sola società, di territori ricattati e offesi, di popoli distanti, ma desiderosi di resistere e agire per costruire un pace giusta, vera e concreta con la lotta e la solidarietà.
Contattaci se vuoi proporre un contributo per un prossimo numero o una presentazione del bollettino nel tuo territorio!
Nov 10, 2024 | Opuscolo, Uncategorized
Di seguito l’opuscolo n. 3 del Movimento No Base, prodotto nell’autunno del 2024 contenente informazioni sul progetto della nuova base militare per i reparti GIS e Tuscania. Una guida per non cadere nella trappola delle menzogne e le false promesse del Governo e delle istituzioni locali con tutte le informazioni utili per iniziare ad attivarsi insieme al movimento no base, per liberare i nostri territori e le vite dalla guerra e la militarizzazione. Qui puoi trovare il vol. 1 e qui il vol. 2. Sfoglia, scarica e condividi gli opuscoli del Movimento No Base!
Lug 5, 2024 | Archivio, Opuscolo, Uncategorized
Sfogliabile e scaricabile qui di seguito l’opuscolo No Base redatto la scorsa primavera a cura degli studenti e le studentesse universitarie del Gruppo di Studio No Base, a partire dagli approfondimenti svolti insieme al Prof. Andrea Bertacchi, geobotanico al Dipartimento di Scienze Agrarie di UniPi, al perito nucleare Giorgio Ferrari e a Legambiente – Pisa
Mag 25, 2023 | Opuscolo
Nuovo opuscolo aggiornato a un anno dalla nascita del Movimento No Base.
“L’Italia è il Paese delle armi grazie alla sua lunga tradizione nella produzione di armi di ogni tipo: armi comuni (pistole, fucili da caccia, tiro sportivo, fucili a pompa) ma anche mitra- gliatori e velivoli bellici (elicotteri, droni). Il valore delle esportazioni rappresenta da decenni la principale fonte di introiti per le maggiori aziende del settore, tra le tante anche la Leonardo Spa, partner accademico di Università di Pisa e Scuola Sant’Anna...”
In questo nuovo opuscolo è possibile trovare la storia aggiornata del Movimento, tutti i suoi percorsi intrapresi capillarmente sul territorio (dal mondo della formazione a Coltano), i nuovi dettagli emersi in questo anno sul progetto della base e un ampio approfondimento sulle politiche di guerra del nostro Paese e sui corpi militari a cui sarebbe destinata la base.
Per definire sempre meglio le ragioni del No a questo progetto e alla sempre più evidente escalation militare globale dalle conseguenze rovinose su territori e persone.
Sfoglia, scarica e condividi l’opuscolo vol.2! Clicca qui invece se vuoi rileggere l’opuscolo n.1
Mag 25, 2023 | Opuscolo
Tutte motivazioni del No al progetto della Base Militare, né a Coltano né altrove!
“Il 23 marzo 2022 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che decreta la costruzione di una nuova base militare a Coltano (PI), all’in- terno del Parco naturale di Migliarino-San Rosso- re-Massaciuccoli, per la ricollocazione del Gruppo di Intervento Speciale del reggimento paracaduti- sti Tuscania e del Reparto Centro Cinofili. La deci- sione piomba come una doccia fredda sul territo- rio, tenuto all’oscuro di tutto ciò. La vicenda viene a galla grazie alla diffusione dell’informazione da parte di una lista civica comunale, e i nodi pian piano vengono al pettine…“
Sfoglia, scarica e condividi l’opuscolo per approfondire le ragioni del Movimento No Base, il progetto iniziale svelato ad aprile e un’analisi dell’attuale politica di guerra Italiana.