Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A. Un lavoro che prosegue la ricerca iniziata con HUB n°1, integrando lo sguardo sulle aziende della difesa, sulle loro reti produttive e sulla progressiva organizzazione del territorio come infrastruttura strategica.

Indagare una fabbrica di armi significa accorgersi che non esiste mai una fabbrica isolata. Dietro ogni sistema d’arma si estende una filiera fatta di ricerca universitaria, laboratori, infrastrutture logistiche, aziende civili che producono componenti, reti di trasporto, finanziamenti pubblici e trasferimento tecnologico. È proprio questa rete che HUB vuole rendere visibile. È su questo terreno che si muovono aziende come Leonardo SpA, così come Fincantieri, insieme all’acquisizione di WASS e allo sviluppo delle tecnologie navali, che mostrano come l’industria della difesa si organizzi sempre meno per comparti separati e sempre più come una rete che unisce software, elettronica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, cantieristica e sistemi d’arma. La militarizzazione contemporanea che organizza l’intero territorio come piattaforma strategica, intrecciando università, ricerca, imprese, logistica, infrastrutture e formazione in una rete capillare, veloce, in rapida crescita e sotterranea anche se dappertutto. Una forma di militarizzazione dell’intera società, a cui si aggiunge la sperimentazione di nuove forme di leva di massa.

Per questo fare inchiesta significa acquisire strumenti per intervenire. Significa comprendere dove la guerra viene progettata, finanziata, prodotta e resa possibile, per poterla contrastare in ogni passaggio della sua filiera.
Dagli scioperi nelle aziende della difesa al confronto con lavoratrici e lavoratori; dalla lotta contro gli accordi tra università e industria bellica al blocco dei trasporti militari; dalla diffusione della conoscenza alla costruzione di percorsi collettivi nei territori. Perché la guerra non è soltanto nei fronti di combattimento. È dentro i processi economici, produttivi e culturali che la rendono possibile. E se questi processi attraversano le nostre città, allora è anche da qui che può partire la possibilità di interromperli.

Di seguito si può trovare in pdf il volume integrale del secondo numero di “HUB – Bollettino sulla militarizzazione e sulle resistenze dei territori”: scaricalo, diffondilo, rafforza la rete di resistenza contro la guerra.
Puoi leggere il primo numero sul nostro sito seguendo questo link.

Vuoi presentare il bollettino nella tua città o nel tuo paese? Vuoi sviluppare delle inchieste sulla militarizzazione nel tuo territorio o nei posti in cui vivi e lavori? Contattaci per organizzarci insieme!

MONITORAGGIO DEL TERRITORIO E NUOVE MOBILITAZIONI NO BASE: REPORT E PROSSIMI PASSI DOPO LA GIORNATA DI TAVOLI DI LAVORO DEL 20 OTTOBRE AI TRE PINI

MONITORAGGIO DEL TERRITORIO E NUOVE MOBILITAZIONI NO BASE: REPORT E PROSSIMI PASSI DOPO LA GIORNATA DI TAVOLI DI LAVORO DEL 20 OTTOBRE AI TRE PINI

La giornata di domenica 20 è stata un momento importante di monitoraggio, attivazione sul territorio e pianificazione dei prossimi passaggi NO BASE. Dopo la passeggiata lungo le reti del CISAM, l’individuazione di alcuni punti fondamentali per il monitoraggio che con la mattina di domenica ha visto la sua prima uscita, dopo pranzo si sono svolti i tre tavoli di lavoro definiti nelle scorse settimane. Dal tavolo economia di guerra (da dove vengono i soldi destinati al progetto della base e alle spese belliche in generale?) è stata lanciata la campagna “520 milioni per” e una data di mobilitazione cittadina per il 15 di novembre, con un nuovo appuntamento organizzativo per il 29 ottobre. Il tavolo monitoraggio ha iniziato a organizzare le attività del presidio dei tre pini, le forme di volantinaggio e informazione sul territorio, le nuove attività di monitoraggio su San Piero e a Pontedera. Il tavolo istituzioni e comunità del parco ha fatto il punto su tutte le forme di attivazione della cittadinanza già presenti per la pretesa di presa di responsabilità da parte delle istituzioni (in particolare per quanto riguarda le diverse petizioni molto diffuse), messo in relazione le attività dei punti no base con la prospettiva di una presenza capillare informativa nella provincia e pianificato una data di mobilitazione per la consegna delle firme a Firenze, il 17 dicembre. Queste solo alcune dei prossimi passi definiti dai gruppi di lavoro, per saperne di più, capire come partecipare attivamente e altri futuri passaggi e prospettive del movimento no base di seguito i report completi.

REPORT TAVOLO ECONOMIA DI GUERRA

Dal tavolo sono uscite diverse riflessioni in merito all’economia di Guerra che sta travolgendo i nostri territori, da dove vengono i soldi dedicati al progetto della base e in generale alle spese belliche, cosa si sta tagliando:

-cosa vuol dire tagliare su servizi e fondi ( università,sanità ,trasporti, servizi di base , salute ecc…) all’epoca dell’escalation bellica? Cosa è cambiato rispetto ai processi di tagli e definanziamenti iniziati già da anni al momento della corsa globale al riarmamento e alla guerra

-Chi si arricchisce (stati, industrie ecc..)?

Questi sono punti cardine da studiare, con la prospettiva di organizzare iniziative e produrre contributi per poter approfondire questi nodi. In particolare organizzare un’iniziativa di riflessione anche con relatori esterni che metta a confronto l’approfondimento dell’economia di guerra a partire dall’analisi del dossier “economia a mano armata” e il taglio sistemico al welfare e al sociale degli ultimi decenni.

Scrivere uno o più nuovi capitoli dell’opuscolo No Base da usare come materiale informativo e per consolidare la nostra infrastruttura ideologica e le nostre motivazioni.

É stato stabilito il lancio della campagna: Come spenderesti 520 mln?

A partire da questo punto abbiamo sviluppato una campagna con due linee di obiettivi:

1.Il primo e quello di approfondire le motivazioni della lotta contro la base e la guerra in generale, approfondendo la contraddizione tra esigenze reali di territori, comunità e società e il modo in cui vengono effettivamente spesi questi soldi.
Anche sottolineando la contraddizione tra la lettura della controparte di “base come infrastruttura di “sicurezza””, quando le reali sicurezze sono altre.

2. Il secondo è di avere uno strumento per entrare in relazioni con alcuni contesti e  persone ( sia utenti si lavoratorə) su una serie di nodi su cui questa contraddizione è evidente. In particolare  abbiamo individuato come fondamentale per il Movimento in questo momento concentrarsi su nodi nevralgici di Sanità e servizi di Base, università, trasporti, mondo della formazione. ( Chi deve stare mesi ad aspettare per una tac, il mondo precario della ricerca ecc…)

3.Costruire materiale informativo e di propaganda sia social sia da fisico.

Operativamente

  • Nascono diversi sottogruppi tematici a cui si potrà partecipare ( -Università -Sanità -Scuole -Trasporti). Ogni gruppo a stretto giro può ritrovarsi e 1) scrivere un volantino specifico 2) mappare stilare una lista dei punti della città e delle associazioni cui fare questi volantinaggi su un documento condiviso. Sofia e Samuele si occupano della mappatura. Ogni gruppo può organizzare i volantinaggi in questi punti organizzandosi con il gruppo volantinaggio.
  • Lancio campagna con un video girato il 20 ottobre
  • Giornata del 15 Novembre giornata di mobilitazione diffusa in città 
  • Appuntamento Martedì 29 alle ore 21.00 al Circolo Arci Alberone per organizzare la giornata del 15 Novembre, confrontarsi sui volantinaggi e andare avanti con gli obiettivi del tavolo, definire campagna comunicativa, tempi della campagna, riferimenti per partecipare.

MONITORAGGIO, INFORMAZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO

Lo scopo di questo gruppo è di organizzare le molteplici forme di attivazione per informare la cittadinanza e lə abitanti rispetto al nuovo progetto di base militare e per presidiare il territorio, con l’obiettivo di prepararci alla sua difesa

Monitoraggio e difesa del territorio: obiettivi generali

Il gruppo sarà impegnato nell’organizzazione di una serie di attività di monitoraggio delle aree interessate dalla base, la zona del CISAM a San Piero a Grado e la tenuta Isabella a Pontedera. Queste attività hanno l’obiettivo di conoscere eventuali movimenti legati all’avvio dei lavori, di presidiare il territorio e rafforzare la presenza e la centralità politica del presidio di pace dei “Tre Pini”, di approfondire la conoscenza e i legami che ci connettono con chi vive San Piero, Pontedera, il Parco di San Rossore.

Secondo i piani ministeriali resi pubblici, i lavori di costruzione della base dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno 2024 e la passeggiata di monitoraggio di domenica 20 ha già consentito di osservare dei cumuli di ghiaia funzionali al rifacimento delle strade interne all’area della base, probabilmente per consentire lo spostamento di mezzi pesanti in futuro. Le attività di monitoraggio sono motivate quindi dall’urgenza di attivarci con sempre maggior frequenza in questi territori e costruire la possibilità di mobilitarci ogni volta che sarà necessario per fermare il progetto!

  1. Forme di attivazione proposte

Nella riunione sono state proposte numerose idee di attivazioni possibili sul territorio di San Piero, immaginando la possibilità di coinvolgere nell’organizzazione e nella promozione anche altre realtà locali, associazioni, persone impegnate nel territorio (per es. dei dipartimenti di Agraria o Veterinaria dell’Università) e cittadinə interessatə a vivere lo spazio “Tre Pini” per renderlo sempre più concretamente un presidio di pace. Al tavolo ha partecipato anche il Comitato per la Difesa degli Alberi. Le tipologie di attività proposte sono:

  • Giornate di lavori al presidio “Tre Pini” per renderlo sempre più funzionale e attraversabile;
  • Attività ludiche e di socialità al presidio (castagnata No Base, attività con bimbə e con scuole, serigrafie, laboratori di falegnameria, orti sociali)
  • Passeggiate di monitoraggio nelle aree interessate dal progetto, eventualmente associate ad attività di conoscenza del territorio come birdwatching, riconoscimento erbe spontanee, caratteristiche degli alberi, della flora e della fauna;
  • Responsabilità anche individuale di andare periodicamente sui territori interessati e monitorare, oltre gli appuntamenti collettivi;

Rispetto a queste proposte il gruppo ha cominciato a stendere un calendario di attività da fare nelle prossime settimane nell’area di San Piero a Grado e a Pontedera.

  1. Obiettivi a medio termine

A medio termine sono da immaginare forme più stabili per attraversare il presidio e rafforzare il monitoraggio rendendolo sempre più diffuso sul territorio. Per questo andranno realizzati:

  • Campagna di donazione di materiale per i “Tre Pini” (tavoli, panche, sedie, etc.);
  • Realizzazione di canali di comunicazione per le segnalazioni di ciò che accade nelle aree interessate dal progetto;
  • Rafforzare legami con lə abitanti e le istituzioni di San Piero a Grado e immaginare a medio termine un grande evento culturale e sociale nel paese (verso primavera);

Banchini informativi e propaganda in città/territorio

Un secondo impegno del gruppo è quello di strutturare la diffusione di materiale informativo, di approfondimento, di attivazione e di denuncia del progetto militare. Per questo dovrà essere realizzato un calendario di banchini informativi in città e sul territorio, a cadenza settimanale, che sarà reso pubblico. Questo calendario sarà trasversale alle diverse attività organizzate dai gruppi del movimento No Base, in modo da raccogliere il materiale e le attività che verranno promosse. L’obiettivo è rendere sempre più organizzata, accessibile e regolare la diffusione delle ragioni e dei contenuti del movimento.Inoltre, verrà lanciata una nuova campagna di adesione al movimento No Base realizzando locandine informative che attività commerciali come negozi, bar, locali, librerie etc. potranno esporre per manifestare la propria posizione “Questo posto è No Base”.

ISTITUZIONI E COMUNITà DEL PARCO: VOGLIAMO TRASPARENZA

L’obiettivo del tavolo è riprendere le forme di pressione istituzionale già utilizzate dal Movimento ampliarle e diffonderle anche oltre il territorio comunale pisano. Con il DL di quest’estate si prospetta un inizio dei lavori per la base entro il 2024 ma nessuna istituzione coinvolta dice di sapere nulla. Le istituzioni ad ora coinvolte sono: Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Parco di San Rossore, Università di Pisa. 

Il governo e istituzioni locali non hanno reso pubblico il progetto, lo studio di fattibilità e di impatto ambientale. Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile. 

Petizioni

Il Movimento ha già lanciato una petizione per le dimissioni del Presidente del Parco Bani a gennaio. L’obiettivo di questi mesi sarà raggiungere le 10mila firme e costruire una mobilitazione il 17 dicembre a Firenze, in contemporanea col consiglio regionale, per consegnare la petizione e le firme e chiedere trasparenza sul progetto.

Verrà ripresa anche la petizione lanciata dallə studenti No base per chiedere all’università l’assegnazione dei Tre Pini. L’università oltre a possedere tutti i terreni non militari della zona, compreso quello dove sorge il presidio dei Tre Pini, è destinataria di un’opera di compensazione nel nuovo progetto della base. 

Lə studenti intendono rompere il silenzio dell’Università intorno alla nuova base militare e promuovere azioni di mobilitazione e richiesta richiesta di informazioni al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione. 

Il Movimento accoglie e supporta la petizione delle associazioni ambientaliste contro la costruzione della base militare nel Parco di San Rossore

Comuni 

Il secondo obiettivo è informare e coinvolgere le popolazioni dei comuni della Comunità del Parco di San Rossore e altri della Regione. Questo in cooperazione con il lavoro dei Punti No Base già attivi in diversi territori. 

Sarà possibile presentare una mozione nei propri consigli comunali, sia che se ne faccia parte come persona eletta sia organizzandosi dal basso con altrə cittadinə. 

Il Movimento promuoverà inoltre dei banchini informativi e comunicativi pubblici nel maggior numero di comuni possibile. 

Insieme ai Punti No Base verrà portato avanti un tour di presentazione del nuovo opuscolo del Movimento e la creazione di un’assemblea pubblica e in presenza dei diversi punti dislocati nel territorio. 

Università 

É proprietaria dei terreni non militari della zona e dei tre pini. è nel nuovo progetto come compensazione. 

Importanza di rompere il silenzio assenso (lavoro informativo e di comunicazione. con attenzione su agraria, centro avanzi e veterinaria) + pretesa trasparenza (interpellanze a senato e cda) + concessione dei tre pini (raccolta firme).