Costruiamo insieme le prossime mobilitazioni!
Ricondividiamo di seguito l’appello scritto dalle realtà della Valdera a seguito del presidio del 31 dicembre promosso da don Armando Zappolini, in prospettiva di un’assemblea prevista per venerdì 16 gennaio alle ore 21.30 presso il salone del Campino di Gello che sia di rilancio per le mobilitazioni territoriali future contro la nuova base, la militarizzazione delle vite e la guerra
No al riarmo e alle basi militari
Il Movimento No Base, Stop Rearm Europe coordinamento Valdera, Caritas Ponsacco, Parrocchia di Gello e altre associazioni territoriali pronte a un anno di mobilitazione per la pace e contro ogni forma di militarizzazione
Sara un anno di “lotta” di “pace disarmata e disarmante” quello che programmeranno le associazioni della Valdera impegnate contro ogni forma di militarizzazione del territorio e nella promozione di una pace e di una giustizia umana, sociale ed economica. Stimolate dal presidio, promosso da don Armando Zappolini, Caritas Ponsacco e Parrocchia di Gello, il 31 dicembre davanti al presepe alternativo “Giù le armi! Mai più guerra!”, le associazioni intervenute, molto numerose, sono pronte a promuovere occasioni di incontro e discussione per ribadire la contrarietà attiva alla guerra e al riarmo, e per sensibilizzare gli abitanti del territorio verso l’attenzione a “una guerra in casa nostra” che non è da sottovalutare, alla luce, in particolare, del progetto di una nuova base militare a Gello di Pontedera, nei terreni della Tenuta Isabella, e del potenziamento, a fini bellici, del binario 4 della stazione di Pontedera.
Tutte le realtà presenti, tra cui Movimento No Base, Stop Rearm Europe coordinamento Valdera, Servas, Osservatorio contro la militarizzazione della scuola, Arci Valdera, Circolo Laudato Sì Pontedera, Circolo Proletario Casciana Terme, Presidio provinciale di Libera, Tavola della Pace e della Cooperazione della Valdera, Ferrovieri contro la guerra, Coordinamento Valdera Avvelenata, uniranno le loro voci e le loro azioni.
Sostenute in tutto questo da don Armando Zappolini, da Caritas Ponsacco e dalla Parrocchia di Gello. “Le vicende globali e i conflitti aperti, anche negli ultimi giorni – sostiene don Armando, che è anche parroco di Gello – ci confermano ancora una volta le logiche di un’economia di guerra che tendono a descostruire un processo di pace e ‘militarizzare’ le menti delle persone. Visto i progetti di basi militari sui nostri territori, in particolare quella di Gello, non possiamo stare zitti o lavarcene le mani. Come esseri umani e come cittadini e, mi permetto di dire, anche come cristiani dobbiamo muoverci. Se non ora quando! Il 2026 impegnerà tutte queste realtà territoriali in un programma comune”.
Si lavorerà alla nascita e allo sviluppo di iniziative comuni di sensibilizzazione, di informazione e di mobilitazione sui temi del riarmo, delle basi militari, del disarmo unilateriale, ma anche per una vera “obiezione di coscienza” contro le aziende e le banche che finanziano l’industria delle armi.
Venerdì 16 gennaio, alle ore 21.30, presso il salone del Campino di Gello, si svolgerà un primo incontro per programmare gli eventi del 2026.