Martedì 2 Giugno | Ore 10:00 | Piazza Cavour Pontedera
Perché vogliamo scendere in piazza?
Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione.
In questo scenario, il progetto della nuova BASE MILITARE per i Gruppi di Intervento Speciale e TUSCANIA distribuitatra Pisa (presso l’ex Cisam a San Piero a Grado nel cuore del Parco Naturale di San Rossore) e Pontedera (nell’area verde della Tenuta Isabella), non risulta solo un esplicito attacco all’ambiente, ma, soprattutto, una scelta politica precisa: sottrarre risorse alla collettività per alimentare la macchina bellica che procede a ritmi sempre più sostenuti.
Mentre civili in tutto il mondo vengono uccisi con le armi che partono dai nostri Paesi e sui nostri territori il governo taglia sulla scuola, sulla sanità, abbandona le case popolari e definisce “insostenibili” gli investimenti per la transizione ecologica, i fondi pubblici (a partire da quelli del Fondo Coesione e Sviluppo, destinati inizialmente alla spesa sociale) vengono dirottati per cementificare il territorio e alimentare il riarmo, incentivando sempre più un escalation bellica che già rappresenta un punto di non ritorno inaccettabile. Denunciamo quindi con forza un’operazione che è passata da 190 milioni iniziali a una spesa folle di oltre 520 milioni di euro di denaro pubblico, in una cornice che prospetta un futuro, sempre più incerto, di crisi economica e sociale. Così come il 25 aprile abbiamo deciso di dare valore alla memoria antifascista e antimilitarista, facendo vivere questa giornata storica di resistenza con la manifestazione a Camp Darby e con la riapertura del presidio di pace dei Tre Pini, riteniamo che il 2 giugno, data che già da anni ha visto protagoniste importanti mobilitazioni No Base, sia necessario dare un nuovo valore a ciò che realmente deve essere considerato come diritto di tutte le persone che vivono in questo Paese e non parole retoriche e svuotate di senso. Il ripudio della guerra oggi deve avere significato concreto ed essere agito da tutte e tutti, non solo sbandierato in proclami che nascondono interessi di morte e prevaricazione. É a partire da questa prospettiva che, per questo 2 giugno, lanciamo una manifestazione che da Pontedera si muova in direzione della Tenuta Isabella, l’area scelta per la realizzazione di una pista di addestramento e di un poligono di tiro militari.
Una giornata che non solo contesti le logiche della guerra globale, ma sia in grado di ragionare su come si costruisce un territorio di pace, che sia in grado di rigenerare legami sociali, mettendo al centro la cura delle persone, la difesa dei diritti umani e la condivisione degli spazi comuni.
Fuori Pontedera dalle logiche di guerra!
Pontedera non deve diventare un avamposto logistico per reparti d’élite impegnati in scenari di guerra internazionali, lontani dalle esigenze reali della popolazione. Lo stanziamento di quasi 4 milioni di euro, ancora una volta sottratti ad interventi di pubblica utilità, per il potenziamento del Binario 4 della stazione di Pontedera e per favorire la sosta e il passaggio di treni carichi di armamenti, esplosivi e munizioni, non può che confermare la volontà di intensificare la mobilità militare e, con questa, gli interessi di guerra. Sommando a questo intervento le commesse belliche della Piaggio e la realizzazione della base alla Tenuta Isabella, la Valdera si configura inevitabilmente come una sezione periferica dell’hub militare ormai di ampiezza regionale, che comprende Camp Darby (il più grande deposito europeo di armamenti statunitensi), l’ampliamento dell’aeroporto militare di Pisa, la realizzazione della Darsena Europa a Livorno, ma anche il Comando NATO a Firenze. Crediamo invece in una Pontedera e in una Valdera come territori della pace, della cultura e del lavoro dignitoso: non vogliamo che la provincia di Pisa si consolidi come un hub al servizio della guerra!
Contro il consumo di suolo e la devastazione ambientale.
Non possiamo accettare che un bene comune come i 170 ettari di aree verdi individuate per la base di Pisa e Pontedera, vengano sacrificati per poligoni di tiro e basi di addestramento militari al servizio della guerra, aggiungendo peraltro ulteriori problematiche di tipo ambientale a territori già fortemente antropizzati e che hanno già mostrato tutta la loro fragilità nel resistere alle alluvioni.
Soldi per le spese sociali, non per la guerra.
In un momento di crisi economica e sociale, che vede un inarrestabile depotenziamento dei servizi pubblici, con un’inflazione in continua crescita causata dalla guerra e che erode giorno dopo giorno il valore di acquisto di chi ancora ha un salario, spendere centinaia di milioni di euro di fondi pubblici (spesso sottratti al PNRR) per infrastrutture militari che produrranno morte e distruzione, è solo una scelta folle e insensata.
Fermare la base significa fermare la corsa al riarmo che ci trascina verso il baratro: le nostre vite valgono più dei loro profitti.
Invitiamo tutte le realtà associative, i comitati, i sindacati e i singoli cittadini, a unirsi alla manifestazione e a costruire quella che immaginiamo come una grande giornata di mobilitazione contro la guerra! Portiamo bandiere, striscioni e creatività: la terra è di chi la vive, non di chi la bombarda!
Domenica 12 aprile, a Gello (Pontedera) si é svolta “Al di là della basa”, un’intera giornata di iniziative, festa e socialità, per dire no al progetto di una nuova base militare a Pontedera e Pisa e sì alla difesa di un territorio a vocazione agricola.
La mattina è cominciata con una passeggiata nella Tenuta Isabella, con l’obiettivo di esplorare e conoscere un luogo, immerso nel verde, in cui tra perimetri di cipressi si estendono distese di grano e sovescio, in cui tutto immagineremmo che potesse essere realizzato, tranne cheun poligono di tiro e una pista di addestramento militare, per ampliare il disegno di militarizzazione di un territorio già particolarmente vessato dalla pressione ambientale per gli impianti industriali e le discariche in vicinanza.
La passeggiata è stata impreziosita dalla guida esperta di Legambiente Valdera che ci ha illustrato i metodi di agricoltura, il tipo di vegetazione e la storia della Tenuta e dei confini del territorio. Camminando, sono affiorate nuove idee e ipotesi per un futuro diverso dell’area, che non preveda armi e addestramento bellico ma che preveda parchi con nuove piantumazioni che possano riqualificare un’area già fortemente impattata e direttamente fruibili alla cittadinanza, spinte che avremo modo di approfondire nei prossimi tempi.
In contemporanea, nel campo sportivo di Gello un tavolo di lavoro su territorio e riarmo a cui hanno partecipato molte realtà locali, insieme alle tante anime del movimento no base e al nodo locale di Stop Rearm Europe che ha inquadrato le motivazioni di una logica contraria al benessere e alla prosperità, guerrafondaia, che crede nella guerra come strumento di risoluzione di contese, condannando interi territori e popoli a soffrire in contemporanea di ingiustizie sociali ed ambientali, a causa di un modello imperialista di sfruttamento. Gli interventi hanno fatto emergere preoccupazioni per la precipitazione della situazione attuale, idee e proposte utili per una organizzazione orizzontale che inverta la logica del dominio economico e bellicista
Il pranzo, con oltre 100 partecipanti, cucinato e servito da tante persone volontarie delle organizzazioni partecipanti, è stata un’occasione informale di incontro per continuare a dibattere nell’accogliente parrocchia di San Lorenzo, con la partecipazione anche del parroco Don Armando Zappolini. Un luogo che porta già i segni della pastorale sulla pace, tra murales, foto esposte, ricami e albero di uncinetti che offrono messaggi di attivazione della speranza di pace.
Anche l’arte e la comunicazione emozionale hanno svolto un ruolo primario nella giornata, attraverso i canti dell’Orcoro, che hanno richiamato quanta attualità risieda nella memoria di canti popolari di resistenza, e i canti di un Coro organizzato per l’occasione, che ha creato gruppalità e danza in cerchio, perchè gioire insieme ed essere vitali continuino ad essere l’antidoto più efficace alla cultura della violenza e della morte.Ha fatto seguito ai cori, un momento fortemente introspettivo di compenetrazione nel dolore e nel contempo nella dignità del popolo oppresso, con una performance di teatro e poesia palestinese. Durante tutta la giornata sono stati presenti diversi banchetti, tra cui quello Emergency con le testimonianze della loro presenza in territori in emergenza ed in particolare il progetto sanitario in Afghanistan,e quello di Arci con il progetto TOM, la nave che rappresenta il nostro occhio, quello della società civile, sulle emergenze che accadono nel Meditarraneo.
Ancora, durante la giornata, nei momenti di pausa, è stato possibile visitare l’atelier artistico del maestro homo faber Marco Ascanio, che proprio a fianco alla Parrocchia una cattedrale con materiali di recupero, che porta i segni della storia, sua personale e del territorio, con vetri, latta, tela, oggetti metallici e tra i più disparati. Una scoperta davvero inattesa in una periferia che presenta un cuore, un centro, pulsante di Meraviglie.
Per i bambini, l’arciragazzi ha provveduto a creare laboratori di costruzione di piccoli oggetti volanti ed aquilini, che hanno reso anche la partecipazione dei più piccoli gioiosa e possibile per le famiglie partecipare ai momenti assembleari che si sono intervallati con le performance artistiche.
Fulcro dell’assemblea pomeridiana sono state le proposte di futura attivazione, i prossimi appuntamenti del Movimento No Base, ricevuti i feedback di nuove persone interessate alle mobilitazioni e stimolate proposte operative da mettere in campo per incrementare la partecipazione e l’inclusione di sempre più soggetti ad un movimento che è trasversale.
Importante il rilancio della giornata di mobilitazione popolare di resistenza contro guerra e basi militari del 25 aprile che ci vedrà in corteo da Camp Darby fino al presidio dei Tre Pini, recentemente sgomberato dall’Università di Pisa.
Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato.
Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. Questo è solo l’Inizio.
La scelta della data non è casuale, ma fortemente evocativa nella giornata della Liberazione, poichè oggi come ieri vogliamo resistere e lottare per un mondo senza guerra e fascismo. Una giornata in cui i valori dell’antifascismo e della resistenza non possono e non devono essere solo oggetto di commemorazione ma che vanno vissuti ed incarnati nelle pratiche contemporanee dell’antimilitarismo, dell’opposizione alle guerre in corso e a quelle in preparazione, per una culturache promuova una pace vera, che non può avvenire se esistono ancora ingiustizie ed oppressioni, ed in ogni caso non può basarsi sul dominio di alcuni su altri, sulla minaccia dell’uso della forza, delle armi di distruzione di massa, ma che preveda una società egalitaria. Non finisce qui.
Rilanciato anche un terzo appuntamento che anticipiamo con una grande manifestazione a Pontedera in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, per ribadire la vocazione pacifista della nostra terra.
Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato.
Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra.
Di fronte ad un’escalation bellica ed una corsa al riarmo che richiamano alla mente momenti drammatici della storia del genere umano, sentiamo la necessità di dare un segnale concreto, in un territorio già carico di complessità che rischia di subire dall’alto l’ennesimo progetto al servizio della guerra.
In un momento di crisi politica ed economica purtroppo non solo nazionale, riteniamo che investire sulla guerra e sul riarmo sia una scelta profondamente insensata e suicida per tutti e tutte.
Invitiamo pertanto le realtà e le persone che vogliono dare concretezza alla loro opposizione alla guerra ad una giornata di festa, confronto e rilancio della campagna contro la creazione della base militare a Gello di Pontedera.
TUTTO IL PROGRAMMA
ore 10.00-12:30 Passeggiata conoscitiva dell’area individuata per la realizzazione della base militare a cura di Legambiente Valdera (ritrovo presso il parcheggio Parrocchia di San Lorenzo, Via delle Calende, Gello)
ore 11.00-12.00 Tavolo di lavoro “TERRITORIO E RIARMO” presso il Parco Sportivo
ore 10:30 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio (adiacente al Parco)
ore 13:00Pranzo sociale di autofinanziamento presso la Parrocchia di San Lorenzo (posti limitati necessaria prenotazione tramite WhatsApp 3289445517 – Menù vegetariano: antipasto, bis di primi, dolce e vino – bambini 10 €, adulti 15 €)
ore 14.00 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio
ore 14:30 Canti di pace: voci libere contro la guerra
ore 16:00 Performance di danza e poesia palestinese a cura del collettivo Quadricore
ore 16:30 Assemblea
ore 17:30 Danze popolari dai Balcani alla Palestina rotte di migrazione e resistenza
Con il Movimento No Base in questo evento:
PaxChristi punto pace Valdera Circolo Operaio di Fornacette Circolo Arci L’Ortaccio Vicopisano Caritas parrocchiale di Ponsacco Coordinamento NO Valdera Avvelenata Parrocchia di San Lorenzo di Gello Coordinamento Stop Rearm Europe Valdera Legambiente Valdera Arci Ragazzi Valdera Arci Valdera
Ricondividiamo di seguito l’appello scritto dalle realtà della Valdera a seguito del presidio del 31 dicembre promosso da don Armando Zappolini, in prospettiva di un’assemblea prevista per venerdì 16 gennaio alle ore 21.30 presso il salone del Campino di Gello che sia di rilancio per le mobilitazioni territoriali future contro la nuova base, la militarizzazione delle vite e la guerra
No al riarmo e alle basi militari
Il Movimento No Base, Stop Rearm Europe coordinamento Valdera, Caritas Ponsacco, Parrocchia di Gello e altre associazioni territoriali pronte a un anno di mobilitazione per la pace e contro ogni forma di militarizzazione
Sara un anno di “lotta” di “pace disarmata e disarmante” quello che programmeranno le associazioni della Valdera impegnate contro ogni forma di militarizzazione del territorio e nella promozione di una pace e di una giustizia umana, sociale ed economica. Stimolate dal presidio, promosso da don Armando Zappolini, Caritas Ponsacco e Parrocchia di Gello, il 31 dicembre davanti al presepe alternativo “Giù le armi! Mai più guerra!”, le associazioni intervenute, molto numerose, sono pronte a promuovere occasioni di incontro e discussione per ribadire la contrarietà attiva alla guerra e al riarmo, e per sensibilizzare gli abitanti del territorio verso l’attenzione a “una guerra in casa nostra” che non è da sottovalutare, alla luce, in particolare, del progetto di una nuova base militare a Gello di Pontedera, nei terreni della Tenuta Isabella, e del potenziamento, a fini bellici, del binario 4 della stazione di Pontedera.
Tutte le realtà presenti, tra cui Movimento No Base, Stop Rearm Europe coordinamento Valdera, Servas, Osservatorio contro la militarizzazione della scuola, Arci Valdera, Circolo Laudato Sì Pontedera, Circolo Proletario Casciana Terme, Presidio provinciale di Libera, Tavola della Pace e della Cooperazione della Valdera, Ferrovieri contro la guerra, Coordinamento Valdera Avvelenata, uniranno le loro voci e le loro azioni.
Sostenute in tutto questo da don Armando Zappolini, da Caritas Ponsacco e dalla Parrocchia di Gello. “Le vicende globali e i conflitti aperti, anche negli ultimi giorni – sostiene don Armando, che è anche parroco di Gello – ci confermano ancora una volta le logiche di un’economia di guerra che tendono a descostruire un processo di pace e ‘militarizzare’ le menti delle persone. Visto i progetti di basi militari sui nostri territori, in particolare quella di Gello, non possiamo stare zitti o lavarcene le mani. Come esseri umani e come cittadini e, mi permetto di dire, anche come cristiani dobbiamo muoverci. Se non ora quando! Il 2026 impegnerà tutte queste realtà territoriali in un programma comune”.
Si lavorerà alla nascita e allo sviluppo di iniziative comuni di sensibilizzazione, di informazione e di mobilitazione sui temi del riarmo, delle basi militari, del disarmo unilateriale, ma anche per una vera “obiezione di coscienza” contro le aziende e le banche che finanziano l’industria delle armi.
Venerdì 16 gennaio, alle ore 21.30, presso il salone del Campino di Gello, si svolgerà un primo incontro per programmare gli eventi del 2026.
L’espansione della militarizzazione delle infrastrutture civili è un segnale chiaro di come gli investimenti nell’accrescimento dell’hub militare toscano e la corsa al riarmo non si arrestino, anzi acquistino velocità, con conseguenze sulla salute, l’incolumità e l’impoverimento di tutte e tutti. La prospettiva dell’ampliamento del binario 4 a scopo di transito di materiale bellicodella stazione di Pontedera, area già segnata da una parte del progetto della futura base, ne è un esempio più che mai evidente. Il percorso di monitoraggio e attivazione contro ogni forma di militarizzazione dei nostri territori continua a costruire una rete sempre più solida e ampia di realtà, organizzazioni, cittadini e cittadine interessate a mobilitarsi per opporsi a tutto questo. Condividiamo di seguito il comunicato di Ferrovieri contro la guerra e coordinamento antimilitarista livornese in merito al presidio tenutosi venerdì 19 dicembre alla stazione di Pontedera.
Venerdì 19 dicembre alla stazione di Pontedera si è svolto il presidio organizzato da Ferrovieri Contro la Guerra e Coordinamento Antimilitarista Livornese per protestare contro l’ampliamento del binario 4 a scopo di transito di materiale bellico. All’iniziativa, oltre ai promotori e ad alcune lavoratrici e lavoratori delle ferrovie, ha partecipato Stop Rearm Europe della Valdera, coordinamento che raccoglie le varie realtà della zona attive nelle mobilitazioni contro la guerra attivisti e attiviste del Movimento No Base e dell’Assemblea 29 giugno di Viareggio, che fa parte del Coordinamento 12 ottobre su sicurezza salute e repressione.
La presenza di “Assemblea”, nata dopo la strage ferroviaria di Viareggio, si collega alla mobilitazione in corso proprio attraverso la questione della sicurezza. Quella che mancò a Viareggio e che potrebbe ora venire a mancare sempre di più. È evidente infatti che l’incremento del transito di materiale bellico, oltre a evidenziare la generale escalation militare e la presenza della guerra nel nostro quotidiano, pone gravissimi problemi di sicurezza per i cittadini.
Carichi pericolosi si troveranno a transitare su un binario della stazione civile di Pontedera, tra gente che si reca nei luoghi di lavoro e di studio, in mezzo a un centro ad alta concentrazione abitativa, lavorativa e sanitaria, con grave rischio in caso di incidenti -che nelle ferrovie purtroppo non sono rari- i cui esiti possono amplificarsi per la presenza di materiali militari. Il presidio informativo ha riscosso l’interesse di molti cittadini e viaggiatori che hanno espresso solidarietà.
L’iniziativa si inserisce nella campagna che Ferrovieri contro la guerra sta portando avanti contro l’intensificazione del traffico militare su rotaia, rafforzato in seguito all’accordo tra Rete Ferroviaria Italiana e Leonardo, leader dell’industria bellica, ma anche nella più generale attività che le varie realtà antimilitariste stanno portando avanti contro la militarizzazione del territorio toscano. Ringraziamo tuttə coloro che hanno partecipato e che ci hanno sostenuto. Daremo informazione sulle prossime iniziative.
Ferrovieri Contro la Guerra Coordinamento Antimilitarista Livornese
Per contatti Coordinamento Antimilitarista Livornese no_missioni_@anche.no Ferrovieri contro la guerra ferroviericg@protonmail.com
520 milioni di previsione di spesa pubblica, oltre 40 ettari di cementificazione per una nuova base militare a Pontedera, presso l’area agricola della Tenuta Isabella per una pista di addestramento militare, piazzali per le manovre, officine, uffici, muri parapalle e un poligono di tiro a cielo aperto di 500 metri. Pisa e Pontedera al centro della macchina bellica: ma come siamo giunti a questo punto?
Il coinvolgimento di Pontedera nel progetto della nuova base militare per i reparti speciali dei carabinieri (GIS e Tuscania) emerge dopo il fallimento dell’iniziale ipotesi di collocamento delle strutture addestrative a Coltano.
A pochi giorni dall’oceanica manifestazione del 2 giugno a Coltano, l’8 giugno 2022 si riunisce il tavolo interistituzionale con rappresentanti di Regione Toscana (Eugenio Giani), Comune di Pisa (Michele Conti), Provincia di Pisa (Massimiliano Angori), Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli (Lorenzo Bani), Ministero della Difesa e Arma dei Carabinieri, che decide per uno spacchettamento del progetto tra Pisa e Pontedera. Se la reazione della città è di immediata contrarietà, come testimoniato dall’ampia partecipazione alla prima assemblea pubblica, il sindaco della città della Vespa Matteo Franconi si dice pronto e disponibile a valutare la proposta, nonostante alcuni malumori in giunta. Secondo indiscrezioni giornalistiche, Giani spingerebbe per spostare l’intera installazione sul territorio pontederese, su terreni della frazione di Santa Lucia per sfruttare la vicinanza alla superstrada Fi-Pi-Li, mentre il sindaco di Pisa spingerebbe per la zona industriale di Ospedaletto.
Dopo queste schermaglie estive, il lavoro di ri-progettazione prosegue al riparo da occhi indiscreti, tra tavoli interministeriali e riunioni a porte chiuse, in barba a qualunque principio di trasparenza istituzionale e coinvolgimento della cittadinanza. Per oltre un anno il movimento No Base continua a fare pressioni, assemblee, tavoli informativi e richieste di accesso agli atti, per sfondare il muro di gomma delle istituzioni locali, regionali e ministeriali.
A settembre 2023 l’annuncio della chiusura del tavolo interistituzionale e del progetto definitivo: una mega base militare, suddivisa in due siti, uno all’interno dell’area del parco di San Rossore (area ex Cisam) a San Piero a Grado (Pisa) e uno sui terreni della tenuta Isabella a Pontedera. Dagli iniziali 190 milioni si passa a una previsione di spesa di 520 milioni di euro, con un consumo di territorio di 140 ettari, di cui 40 ettari a Pontedera. In particolare, per la città della Valdera si prevede la creazione di una pista di addestramento per mezzi militari e un poligono di tiro a cielo aperto di 100 metri.
A fronte di questa devastante novità, le istituzioni pontederesi continuano a tacere. Le uniche affermazioni via stampa tentano di minimizzare l’impatto, parlando solo di una pista addestrativa da aprire anche al pubblico, senza soffermarsi sul poligono di tiro. Questo nonostante la suddetta pista comporti la presenza, oltre ad una pista di oltre 1,3 km avente diverse tipologie di traiettorie, fabbricati per paddock, officina e garages per le auto, uffici di direzione della pista, un muro parapalle per esercizi a fuoco, un piazzale per manovre, una piastra idraulica e bagnato, un fabbricato dedicato agli uffici di controllo comandi del bagnato, un piazzale avente forma circolare (diam. 70 mt) per guida sottosterzo, un piazzale per manovre basiche e altre strutture. Una colata in cemento in piena regola, in una zona a vocazione agricola e a forte rischio idraulico, visto che sorge accanto al canale Scolmatore. A parte un nuovo giro di schermaglie politiche, la posizione di Sindaco e giunta rimane attendista: aspettiamo e valutiamo.
Nonostante il silenzio istituzionale e la mancanza di qualsivoglia forma di confronto pubblico sul progetto, il movimento No Base pontederese continua a mobilitarsi, e a marzo 2023 cerca di avere notizie dall’amministrazione (che a differenza di quanto annunciato dal sindaco nel 2022 non aveva mai partecipato al tavolo interistituzionale), depositando le firme di oltre cento residenti necessarie per una richiesta formale di chiarimenti, senza ottenere alcun aggiornamento.
Si arriva così a giugno 2024, quando tra le pieghe del DL infrastrutture spunta un iniziale finanziamento di 20 milioni per il primo lotto del progetto. Per superare l’ignavia delle istituzioni e del primo cittadino pontederese, la neoeletta consigliera comunale Denise Ciampi presenta a luglio 2024 una mozione in cui chiede al Consiglio Comunale e alla Giunta di opporsi a questo progetto di militarizzazione e cementificazione del territorio, in nome dei valori di pace e rispetto dell’ambiente tante volte sbandierati anche in campagna elettorale. La mozione viene bocciata con un solo voto favorevole (della promotrice Ciampi) e un astenuto, secondo il mantra che ancora non ci sono tutti i dati per valutare. Ironia della sorte, pochi giorni dopo, l’8 agosto 2025 il DDL 1937 del Senato (conversione del DL infrastrutture) conferma l’interessamento della tenuta Isabella, come mostrato dalla mappa allegato al testo più sopra.
Per Pontedera, si prevede la cementificazione di 40 ettari di terreno agricolo, per la costruzione di una pista di addestramento di mezzi militari, con tutte le strutture annesse, piazzali, officine e un muro parapalle per le esercitazioni a fuoco, e un poligono di tiro a cielo aperto di 500 metri.