Mag 7, 2026 | Dai Territori, In evidenza, pontedera, Sulla Base, Uncategorized
Martedì 2 Giugno | Ore 10:00 | Piazza Cavour Pontedera
Perché vogliamo scendere in piazza?
Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione.
In questo scenario, il progetto della nuova BASE MILITARE per i Gruppi di Intervento Speciale e TUSCANIA distribuita tra Pisa (presso l’ex Cisam a San Piero a Grado nel cuore del Parco Naturale di San Rossore) e Pontedera (nell’area verde della Tenuta Isabella), non risulta solo un esplicito attacco all’ambiente, ma, soprattutto, una scelta politica precisa: sottrarre risorse alla collettività per alimentare la macchina bellica che procede a ritmi sempre più sostenuti.
Mentre civili in tutto il mondo vengono uccisi con le armi che partono dai nostri Paesi e sui nostri territori il governo taglia sulla scuola, sulla sanità, abbandona le case popolari e definisce “insostenibili” gli investimenti per la transizione ecologica, i fondi pubblici (a partire da quelli del Fondo Coesione e Sviluppo, destinati inizialmente alla spesa sociale) vengono dirottati per cementificare il territorio e alimentare il riarmo, incentivando sempre più un escalation bellica che già rappresenta un punto di non ritorno inaccettabile. Denunciamo quindi con forza un’operazione che è passata da 190 milioni iniziali a una spesa folle di oltre 520 milioni di euro di denaro pubblico, in una cornice che prospetta un futuro, sempre più incerto, di crisi economica e sociale.
Così come il 25 aprile abbiamo deciso di dare valore alla memoria antifascista e antimilitarista, facendo vivere questa giornata storica di resistenza con la manifestazione a Camp Darby e con la riapertura del presidio di pace dei Tre Pini, riteniamo che il 2 giugno, data che già da anni ha visto protagoniste importanti mobilitazioni No Base, sia necessario dare un nuovo valore a ciò che realmente deve essere considerato come diritto di tutte le persone che vivono in questo Paese e non parole retoriche e svuotate di senso. Il ripudio della guerra oggi deve avere significato concreto ed essere agito da tutte e tutti, non solo sbandierato in proclami che nascondono interessi di morte e prevaricazione.
É a partire da questa prospettiva che, per questo 2 giugno, lanciamo una manifestazione che da Pontedera si muova in direzione della Tenuta Isabella, l’area scelta per la realizzazione di una pista di addestramento e di un poligono di tiro militari.
Una giornata che non solo contesti le logiche della guerra globale, ma sia in grado di ragionare su come si costruisce un territorio di pace, che sia in grado di rigenerare legami sociali, mettendo al centro la cura delle persone, la difesa dei diritti umani e la condivisione degli spazi comuni.
Fuori Pontedera dalle logiche di guerra!
Pontedera non deve diventare un avamposto logistico per reparti d’élite impegnati in scenari di guerra internazionali, lontani dalle esigenze reali della popolazione. Lo stanziamento di quasi 4 milioni di euro, ancora una volta sottratti ad interventi di pubblica utilità, per il potenziamento del Binario 4 della stazione di Pontedera e per favorire la sosta e il passaggio di treni carichi di armamenti, esplosivi e munizioni, non può che confermare la volontà di intensificare la mobilità militare e, con questa, gli interessi di guerra. Sommando a questo intervento le commesse belliche della Piaggio e la realizzazione della base alla Tenuta Isabella, la Valdera si configura inevitabilmente come una sezione periferica dell’hub militare ormai di ampiezza regionale, che comprende Camp Darby (il più grande deposito europeo di armamenti statunitensi), l’ampliamento dell’aeroporto militare di Pisa, la realizzazione della Darsena Europa a Livorno, ma anche il Comando NATO a Firenze. Crediamo invece in una Pontedera e in una Valdera come territori della pace, della cultura e del lavoro dignitoso: non vogliamo che la provincia di Pisa si consolidi come un hub al servizio della guerra!
Contro il consumo di suolo e la devastazione ambientale.
Non possiamo accettare che un bene comune come i 170 ettari di aree verdi individuate per la base di Pisa e Pontedera, vengano sacrificati per poligoni di tiro e basi di addestramento militari al servizio della guerra, aggiungendo peraltro ulteriori problematiche di tipo ambientale a territori già fortemente antropizzati e che hanno già mostrato tutta la loro fragilità nel resistere alle alluvioni.
Soldi per le spese sociali, non per la guerra.
In un momento di crisi economica e sociale, che vede un inarrestabile depotenziamento dei servizi pubblici, con un’inflazione in continua crescita causata dalla guerra e che erode giorno dopo giorno il valore di acquisto di chi ancora ha un salario, spendere centinaia di milioni di euro di fondi pubblici (spesso sottratti al PNRR) per infrastrutture militari che produrranno morte e distruzione, è solo una scelta folle e insensata.
Fermare la base significa fermare la corsa al riarmo che ci trascina verso il baratro: le nostre vite valgono più dei loro profitti.
Invitiamo tutte le realtà associative, i comitati, i sindacati e i singoli cittadini, a unirsi alla manifestazione e a costruire quella che immaginiamo come una grande giornata di mobilitazione contro la guerra! Portiamo bandiere, striscioni e creatività: la terra è di chi la vive, non di chi la bombarda!
NESSUNA BASE PER NESSUNA GUERRA
MOVIMENTO NO BASE
Apr 27, 2026 | Dai Territori, In evidenza, Uncategorized
Dal 25 aprile di lotta nell’Hub militare toscano e al presidio dei Tre Pini al 2 giugno a Pontedera continuiamo a resistere alla guerra, ad essere partigianə della Pace ogni giorno.
Questo 25 aprile, in più di mille persone, abbiamo camminato insieme per le strade di San Piero a Grado: non piú arterie fondanti della logistica di guerra che quotidianamente si muove sul territorio, ma strade di un percorso determinato di lotta alla guerra e alla devastazione, che ci ha portato a riprenderci insieme il presidio dei Tre Pini.
Percorrere queste vie, passare davanti a Camp Darby e al Cisam, dove sono apparse decine di scritte contro la guerra, fare vivere gli interventi del corteo insieme a mille persone, con decine di associazioni e realtà che vogliono una pace reale, intraprendendo insieme una lotta concreta contro la guerra, non è stato solo parte di una manifestazione. È il tassello sempre più saldo che ci porta verso il nostro obiettivo di pace e di demilitarizzazione del nostro territorio e di tutti i territori.
Sono mesi in cui la guerra si fa ogni giorno più intensa, pervasiva e violenta. In cui assistiamo sbigottiti a decisioni allarmanti prese con leggerezza, in cui l’angoscia della guerra e degli orrori che si porta dietro pervade la nostra quotidianità. Dove i governi trascinano l’umanità verso distruzione e ingiustizia, dove si stanziano miliardi per il riarmo mentre si taglia su scuola e sanità, dove le basi USA come Camp Darby sono direttamente implicate nei fronti di guerra e genocidio come in Iran, in Palestina, in Libano.
Di fronte a questo, unitə possiamo virare verso un orizzonte di pace.
Per questo la mobilitazione di ieri è stata più che mai importante per il nostro territorio. Una giornata in cui il movimento, che ha tante anime e tante facce e che unisce persone di ogni età che sognano insieme un mondo diverso, si è espresso con forme e linguaggi diversi: dall’esibizione iniziale dei canti dell’Or’ coro, al fondamentale contributo della Brigata cucina al pranzo per il presidio dei Tre Pini, dal messaggio registrato dai GAP in partenza con la Flottilla verso Gaza agli striscioni lasciati per tutto il corteo. Un messaggio di resistenza che è plurale ma ha radici salde che vanno in tutte le direzioni: dai porti alle parrocchie, dalle università agli spazi sociali, dai quartieri alle scuole, passando per i luoghi di lavoro e soggetti dissidente all’interno delle amministrazione. Tanti soggetti e ragioni differenti hanno camminato unite nello spirito e nell’azione, condividendo un progetto comune: fermare la guerra, liberarci delle basi militari, organizzare praticamente e con efficacia la resistenza che il territorio può esprimere laddove la guerra passa.
Insieme, a partire da tutte queste ragioni, il 25 aprile abbiamo ripreso i Tre Pini, il presidio di Pace che da ormai tre anni è punto di riferimento come spazio di organizzazione contro la guerra nel nostro territorio. Per ogni attacco mosso nei confronti di chi lotta contro la devastazione della guerra, il nostro territorio non solo sa rispondere, ma sa anche trarne forza. Nel luogo dove tre anni fa siamo entrati in cinquanta persone – e che l’università un mese fa ha sgomberato e distrutto peri intralciare la nostra lotta -ieri siamo tornati in mille.
Resistere oggi significa assumere delle sfide, che possono fiorire in opportunità se assunte collettivamente, dal basso, da chi la guerra non la vuole piú subire. Aver bloccato un treno carico di armamenti e munizioni è stata una sfida. Aver riaperto insieme il Presidio di Pace dei Tre Pini è una nuova sfida. Tutto questo ci dà ora l’opportunità di essere determinanti nel bloccare la guerra, nel disertare la devastazione e liberare il nostro territorio.
In quest’ottica rilanciamo una nuova mobilitazione ampia e generale contro la guerra e la base per il prossimo 2 giugno, a Pontedera, città investita, insieme a San Piero a Grado, dal progetto della base e da rilevanti lavori di ristrutturazione ferroviaria in prospettiva di transiti più intensivi di trasporti bellici. Una proposta di mobilitazione maturata a Pontedera, rilanciata con forza in corteo tra camp Darby e i Tre Pini, e assunta dal Movimento tutto.
Dopo importanti mesi di attivazione, questa giornata di mobilitazione nel giorno della Liberazione ha rafforzato una prospettiva di lotta comune a tutte le aree coinvolte nel progetto di costruzione della base, lotta che si sta sviluppando sempre più capillare e unita su un ampio territorio pronto a organizzarsi e lottare insieme contro la base e per la pace.
Il 25 aprile non solo è stata una giornata di resistenza alla guerra, ma anche un momento di coerenza e decisione, per diventare partigiane e partigiani per la pace. A fronte della guerra mondiale che imperversa, davanti a un hub militare diffuso, enorme e pervasivo come quello che abbiamo in Toscana, siamo chiamati ad avere una responsabilità. Noi decidiamo e parteggiamo per la pace, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, bloccando la guerra in ogni dove con i mezzi e la forza a nostra disposizione.
Siamo partitə in più di mille e torneremo ancora più numerosə, perché ogni volta che provano a fermarci troviamo il modo di riaprire spazi e strade, e questo 25 aprile ha dimostrato che la pace non è un sentimento ma una pratica collettiva, e che noi siamo prontə a viverla ogni giorno.
Apr 2, 2026 | In evidenza
Appello per una manifestazione contro guerra e basi militari
Sabato 25 aprile ore 10.00 @Camp Darby
Mentre la guerra imperversa in tutto il mondo occupando sempre più spazio nelle nostre vite e nei nostri territori, sentiamo la necessità di fare del 25 aprile una giornata di mobilitazione per la pace. Una pace attiva che ci permetta di resistere concretamente alla guerra e alla militarizzazione del territorio. Per questo rivolgiamo un appello a tuttə lə abitanti di Pisa, Livorno e provincia, alle realtà pacifiste, antimilitariste, ambientaliste, a comitati, associazioni, forze politiche e sindacali, alla partecipazione a una grande manifestazione contro la guerra e le basi militari che si estendono tra il territorio pisano e livornese occupando gran parte del Parco di San Rossore.
I potenti che governano il pianeta stanno portando la vita dell’umanità verso la distruzione: una guerra sanguinosa in Ucraina, genocidi in Palestina e in Sudan, attacchi al Venezuela, a Cuba, all’Iran, al Libano, al Rojava, sono le tante facce di una grande guerra mondiale in cui siamo pienamente coinvolti.
In Italia e in Europa i governi decidono di stanziare miliardi di euro nell’industria bellica e nella ricerca militare, nel riarmo, in nuove infrastrutture della Difesa mentre si taglia sulla scuola e la sanità pubblica, sui diritti sul lavoro.;
Le basi USA come Camp Darby sono direttamente implicate nelle operazioni militari in Iran e in altri fronti bellici , esponendoci alla minaccia di essere parte di guerre che non vogliamo sostenere nè subire. Per questo il messaggio in questo 25 Aprile è chiaro e netto: vogliamo la chiusura di questo gigantesco arsenale che porta morte e distruzione in tutto il mondo e la sua riconversione ad uso esclusivamente civile.
Dai nostri binari passano le armi, dagli aeroporti i soldati, dai porti le bombe dirette sulla testa di persone come noi. Le nostre insostituibili aree protette, come il Parco di San Rossore, sono sempre più minacciate all’abbattimento di migliaia di alberi, per fare spazio alla nuova base militare per le forze speciali a San Piero a Grado e alla tenuta Isabella di Pontedera, per incrementare le azioni di guerra all’estero del nostro Paese, in aperta violazione all’articolo 11 della nostra Costituzione. Transito e invio di armi, ampliamento di vecchie e nuove basi, sono volute in modo bipartisan tanto dal Governo Meloni quanto dai Governi precedenti e dalle amministrazioni locali e regionali.
Di fronte a questo possiamo fare qualcosa?
Possiamo resistere, prendendoci insieme la responsabilità
di costruire la pace a partire da dove viviamo!
Fermarli è non solo possibile, ma necessario. Poche settimane fa un treno carico di armi e mezzi militari veniva bloccato dalla mobilitazione di lavoratorə e cittadinə alla stazione di Pisa. Il treno era diretto verso i fronti di guerra. La vendetta del potere non si è fatta attendere: alcuni giorni dopo, abbiamo trovato sgomberato il Presidio di Pace “Tre Pini” a San Piero a Grado, un luogo curato e vissuto dalla comunità e dalla cittadinanza, costruito in anni di iniziative che hanno visto centinaia di persone attraversarlo per portare nel bosco di fronte alle reti del CISAM la voglia di difendere la pace, tutelare il Parco, liberarci dalla guerra
Per questo invitiamo ad aderire a una manifestazione da Camp Darby al Presidio di Pace dei “Tre Pini”, per difendere la libertà di resistere alla guerra in un territorio militarizzato, dimostrando la contrarietà popolare alle basi militari ealle guerre. Per dire con forza il nostro No al riarmo europeo in ogni sua forma, alla NATO, all’imperialismo e al genocidio del popolo palestinese perpetrato da Israele. Il nostro appello è di unirci, di fare ciascuno la propria parte, per una mobilitazione in cui tornare al Presidio di Pace “Tre Pini” e aprirlo nuovamente alla cittadinanza e a tuttə coloro che vogliono fare un pezzo di strada insieme per promuovere la pace e un’alternativa al filo spinato che occupa i boschi di San Rossore.
Lottare per la pace e resistere alla guerra, difendere la vita del Parco e la libertà dei popoli sotto le bombe, rifiutarsi di essere parte di una catena di morte e impedire che sul nostro territorio si costruiscano nuove basi militari: per tutto ciò dobbiamo e possiamo diventare nuovi partigiani della pace, a partire da questa giornata della Liberazione.
Il 25 aprile saremo in corteo con lo spirito di resistenza che anima da ottant’anni la nostra società che ha sconfitto il nazismo e il fascismo ripudiando la guerra, con senso di umanità e giustizia. Manifestiamo perchè non vogliamo che i popoli siano trascinati nelle guerre dei potenti, che i nostri soldi siano gettati per finanziare le guerre, che la nostra gioventù, e quella di fratelli e sorelle di altri paesi, sia rubata per arruolarci e ucciderci. Per difendere la possibilità di vivere tuttə in modo pacifico e dignitoso.
Ci mobilitiamo respirando un’aria che fa paura ai potenti, l’aria di chi ieri e oggi prende parte, resiste alla guerra e al fascismo e desidera costruire un mondo di pace, più giusto e più umano.
Per le adesioni scrivere a movimentonobasepisa@gmail.com oppure ai canali instagram e facebook del Movimento No Base
Elenco delle adesioni alla manifestazione
ANPI sezione Vicopisano
Arcigay Pisa
Associazione Senza Confini APS Pontedera
Associazione culturale Livorno Palestina
Associazione culturale Mo-Wan
Attac Livorno
Azione Livorno Antifascista
Break Now – Aula Studio Autogestita
Cambiare Rotta Pisa
Cantiere Sociale Versiliese
Carc Pisa
Cascina Oltre, Lista civica
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Chicco di Senape
Circolo Arci Alberone
Circolo Arci Botteghino
Circolo Arci Ortaccio
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Collettivo Auser
Collettivo Buonarroti
Collettivo Russoli
Collettivo Universitario Autonomo Pisa
Comunità di Quartiere Sant’Ermete
Coordinamento antimilitarista Livornese
Coordinamento Versilia per la Palestina
Emergency Pisa
Ex Caserma Occupata LIvorno
Ferrovieri contro la guerra
Festa Rossa Lari
Forum per la Pace Versilia
Freedom Flotilla Italia (Viareggio)
GAP Gruppo Autonomo Portuali – Livorno
Greenpeace Gruppo Locale Pisa
Gruppo consiliare AVS Toscana
Immigrital
Legambiente Pisa
Libera Presidio Pisa
Livorno Porto Pulito
Mala Servanen Jin – Casa delle donne che combattono
No Asse Viareggio
Non Una di Meno Pisa
Non Una di Meno Lucca
Non Una di Meno Livorno
OrCoro
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Palestra Popolare La Fontina
Pax Christi Italia
Pax christi Valdera
Potere al popolo Pisa
Rete Libere di lottare contro stato di guerra e polizia
Rete dei comunisti Pisa
RicreAzione Collettiva Viareggio
Rifondazione Comunista Toscana
RSU CEVA
Studentə per la Palestina Pisa
Teatrofficina Refugio
Un ponte per
Una città in comune
USB Pisa
Viareggio Antifascista
Mar 27, 2026 | In evidenza, pontedera
Una giornata di festa e socialità in un territorio da proteggere da militarizzazione, guerra e sfruttamento
presso la Parrocchia di San Lorenzo e il parco sportivo a Gello di Pontedera
Di fronte ad un’escalation bellica ed una corsa al riarmo che richiamano alla mente momenti drammatici della storia del genere umano, sentiamo la necessità di dare un segnale concreto, in un territorio già carico di complessità che rischia di subire dall’alto l’ennesimo progetto al servizio della guerra.
In un momento di crisi politica ed economica purtroppo non solo nazionale, riteniamo che investire sulla guerra e sul riarmo sia una scelta profondamente insensata e suicida per tutti e tutte.
Invitiamo pertanto le realtà e le persone che vogliono dare concretezza alla loro opposizione alla guerra ad una giornata di festa, confronto e rilancio della campagna contro la creazione della base militare a Gello di Pontedera.
ore 10.00-12:30 Passeggiata conoscitiva
dell’area individuata per la realizzazione della base militare a cura di Legambiente Valdera (ritrovo presso il parcheggio Parrocchia di San Lorenzo, Via delle Calende, Gello)
ore 11.00-12.00 Tavolo di lavoro “TERRITORIO E RIARMO”
presso il Parco Sportivo
ore 10:30 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio (adiacente al Parco)
ore 13:00 Pranzo sociale di autofinanziamento
presso la Parrocchia di San Lorenzo (posti limitati necessaria prenotazione tramite WhatsApp 3289445517 – Menù vegetariano: antipasto, bis di primi, dolce e vino – bambini 10 €, adulti 15 €)
ore 14.00 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio
ore 14:30 Canti di pace: voci libere contro la guerra
ore 16:00 Performance di danza e poesia palestinese
a cura del collettivo Quadricore
ore 16:30 Assemblea
ore 17:30 Danze popolari dai Balcani alla Palestina
rotte di migrazione e resistenza
Con il Movimento No Base in questo evento:
PaxChristi punto pace Valdera
Circolo Operaio di Fornacette
Circolo Arci L’Ortaccio Vicopisano
Caritas parrocchiale di Ponsacco
Coordinamento NO Valdera Avvelenata
Parrocchia di San Lorenzo di Gello
Coordinamento Stop Rearm Europe Valdera
Legambiente Valdera
Arci Ragazzi Valdera
Arci Valdera