Che liberazione! – Comunicato dalla giornata di lotta del 25 aprile

Che liberazione! – Comunicato dalla giornata di lotta del 25 aprile

Dal 25 aprile di lotta nell’Hub militare toscano e al presidio dei Tre Pini al 2 giugno a Pontedera continuiamo a resistere alla guerra, ad essere partigianə della Pace ogni giorno.

Questo 25 aprile, in più di mille persone, abbiamo camminato insieme per le strade di San Piero a Grado: non piú arterie fondanti della logistica di guerra che quotidianamente si muove sul territorio, ma strade di un percorso determinato di lotta alla guerra e alla devastazione, che ci ha portato a riprenderci insieme il presidio dei Tre Pini. 

Percorrere queste vie, passare davanti a Camp Darby e al Cisam, dove sono apparse decine di scritte contro la guerra, fare vivere gli interventi del corteo insieme a mille persone, con decine di associazioni e realtà che vogliono una pace reale, intraprendendo insieme una lotta concreta contro la guerra, non è stato solo parte di una manifestazione. È il tassello sempre più saldo che ci porta verso il nostro obiettivo di pace e di demilitarizzazione del nostro territorio e di tutti i territori. 

Sono mesi in cui la guerra si fa ogni giorno più intensa, pervasiva e violenta. In cui assistiamo sbigottiti a decisioni allarmanti prese con leggerezza, in cui l’angoscia della guerra e degli orrori che si porta dietro pervade la nostra quotidianità. Dove i governi trascinano l’umanità verso distruzione e ingiustizia, dove si stanziano miliardi per il riarmo mentre si taglia su scuola e sanità, dove le basi USA come Camp Darby sono direttamente implicate nei fronti di guerra e genocidio come in Iran, in Palestina, in Libano.

Di fronte a questo, unitə possiamo virare verso un orizzonte di pace. 

Per questo  la mobilitazione di ieri è stata più che mai importante per il nostro territorio. Una giornata in cui il movimento, che ha tante anime e tante facce e che unisce persone di ogni età che sognano insieme un mondo diverso, si è espresso con forme e linguaggi diversi: dall’esibizione iniziale dei canti dell’Or’ coro, al fondamentale contributo della Brigata cucina al pranzo per il presidio dei Tre Pini, dal messaggio registrato dai GAP in partenza con la Flottilla verso Gaza agli striscioni lasciati per tutto il corteo. Un messaggio di resistenza che è plurale ma ha radici salde che vanno in tutte le direzioni: dai porti alle parrocchie, dalle università agli spazi sociali, dai quartieri alle scuole, passando per i luoghi di lavoro e soggetti dissidente all’interno delle amministrazione. Tanti soggetti e ragioni differenti hanno camminato unite nello spirito e nell’azione, condividendo un progetto comune: fermare la guerra, liberarci delle basi militari, organizzare praticamente e con efficacia la resistenza che il territorio può esprimere laddove la guerra passa.

Insieme, a partire da tutte queste ragioni, il 25 aprile abbiamo ripreso i Tre Pini, il presidio di Pace che da ormai tre anni è punto di riferimento come spazio di organizzazione contro la guerra nel nostro territorio. Per ogni attacco mosso nei confronti di chi lotta contro la devastazione della guerra, il nostro territorio non solo sa rispondere, ma sa anche trarne forza. Nel luogo dove tre anni fa siamo entrati in cinquanta persone – e che l’università un mese fa ha sgomberato e distrutto peri intralciare la nostra lotta -ieri siamo tornati in mille.

Resistere oggi significa assumere delle sfide, che possono fiorire in opportunità se assunte collettivamente, dal basso, da chi la guerra non la vuole piú subire. Aver bloccato un treno carico di armamenti e munizioni è stata una sfida. Aver riaperto insieme il Presidio di Pace dei Tre Pini è una nuova sfida. Tutto questo ci dà ora l’opportunità di essere determinanti nel bloccare la guerra, nel disertare la devastazione e liberare il nostro territorio.
In quest’ottica rilanciamo una nuova mobilitazione ampia e generale contro la guerra e la base per il prossimo 2 giugno, a Pontedera, città investita, insieme a San Piero a Grado, dal progetto della base e da rilevanti lavori di ristrutturazione ferroviaria in prospettiva di transiti più intensivi di trasporti bellici. Una proposta di mobilitazione maturata a Pontedera, rilanciata con forza in corteo tra camp Darby e i Tre Pini, e assunta dal Movimento tutto.

Dopo importanti mesi di attivazione, questa giornata di mobilitazione nel giorno della Liberazione ha rafforzato una prospettiva di lotta comune a tutte le aree coinvolte nel progetto di costruzione della base, lotta che si sta sviluppando sempre più capillare e unita su un ampio territorio pronto a organizzarsi e lottare insieme contro la base e per la pace.

Il 25 aprile non solo è stata una giornata di resistenza alla guerra, ma anche un momento di coerenza e decisione, per diventare partigiane e partigiani per la pace. A fronte della guerra mondiale che imperversa, davanti a un hub militare diffuso, enorme e pervasivo come quello che abbiamo in Toscana, siamo chiamati ad avere una responsabilità. Noi decidiamo e parteggiamo per la pace, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, bloccando la guerra in ogni dove con i mezzi e la forza a nostra disposizione.

Siamo partitə in più di mille e torneremo ancora più numerosə, perché ogni volta che provano a fermarci troviamo il modo di riaprire spazi e strade, e questo 25 aprile ha dimostrato che la pace non è un sentimento ma una pratica collettiva, e che noi siamo prontə a viverla ogni giorno.

Verso il 25 aprile – Un calendario ricco di eventi per la mobilitazione contro la guerra e le basi (in aggiornamento)

Verso il 25 aprile – Un calendario ricco di eventi per la mobilitazione contro la guerra e le basi (in aggiornamento)

A partire dal rilancio del 25 aprile come giornata di mobilitazione contro Guerra e Basi militari tra Camp Darby e i Tre Pini, sono stati molti gli eventi e le iniziative proposte in città e sul territorio per continuare a tematizzare la nostra resistenza. Momenti di informazione e organizzazione promossi  da tante realtà cittadine e territoriali e assemblee del Movimento No Base.
Concerti, dibattiti, letture, tornei e molto altro: di seguito tutti gli appuntamenti di due intense settimane di attivazione! (In Aggiornamento)

Sabato 11 aprile 

Dalle 17.30 Concerto contro la guerra @polo piagge

Dopo il blocco delle armi di giovedì 12 marzo alla stazione di Pisa Centrale, l’Università di Pisa ha deciso di sgomberare il Presidio di Pace Tre Pini, dimostrando così di fare gli interessi della guerra piuttosto che della sua comunità.
Music against war dà spazio alle tante voci che esprimono il rifiuto della guerra. Con la musica e l’arte, mandiamo un messaggio di Pace in Università.

Una giornata in vista della mobilitazione No Base del 25 aprile per Resistere alla guerra e alla militarizzazione!

 

Domenica 12 aprile

dalle ore 10.00 Giornata contro la Base e contro la guerra  @Gello-Pontedera

Una giornata di festa e socialità in un territorio da proteggere da militarizzazione guerra e sfruttamento 

 

Mercoledì 15 aprile 

Dalle ore 11.30 Completiamo insieme il murales @Polo San Rossore (con Studentxpalestina)

Durante il completamento del Murales per la Palestina sarà possibile trovare materiali informativi No Base e verso il 25 aprile 

Giovedì 16 aprile

Dalle 9 Presidio informativo @mercato di Collesalvetti

Verso un 25 aprile di lotta vogliamo radicarci sempre di più sul nostro territorio per costruire l’alternativa alla guerra, perché non vogliamo che 520 mln di Euro vengano spesi per progetti militari quando li vorremmo invece per la nostra salute, la nostra istruzione e il nostro diritto all’abitare, per questo saremo al mercato di Collesalvetti con tutto il nostro materiale informativo.

Dalle 12.30 Giornata contro la guerra @ingegneria (con Studentxpalestina)

Ore 12.30 PRANZO
Ore 17.00 INIZIATIVA
Droni stealth, sistemi radar, lA applicata a scopi bellici… le nuove tecnologie sono sempre più fondamentali nell’attuale contesto di guerra a livello globale.
Le aziende che le producono generano profitti enormi traendo sempre più benefici dall’attuale, mortifera, corsa al riarmo.
Qual è il legame tra ricerca universitaria e industria militare? Cosa si cela dietro i nostri bandi di dottorato, progetti di ricerca e tirocini?
Che ruolo ha il nostro sapere nell’attuale economia di guerra? E noi, invece, che ruolo vogliamo che abbia?
Parleremo di tutto questo giovedì 16 aprile con Luca Rondi, giornalista di Altreconomia e autore di un’inchiesta sulle relazioni tra le università italiane e l’industria militare


Dalle 18 Aperitivo, presidio informativo e preparazione materiali punti no base @Calci

Continuano i momenti di informazione No Base. In occasione di questo aperitivo inizieremo anche a preparare i materiali per il corteo del 25

 

Venerdì 17 aprile

Dalle 18 Letture Partigiane @largo Ciro Menotti (con Non una di Meno)

Le partigiane non erano solo staffette, erano combattenti, organizzatrici, al primo posto nella lotta contro il nazifascismo. vogliamo raccogliere dalle loro parole il significato, il coraggio, l’organizzazione e la speranza di lottare contro la guerra.

Sabato 18 aprile

Dalle 14.30 Momento preparazione materiali @ parco delle concette

Striscioni, cartelli, opere artistiche: prepariamo tutto quello che vogliamo portare in corteo il 25 aprile per dire chiaro che noi la guerra e la base non le vogliamo!

Domenica 19 aprile

Dalle ore 10 Partitelle contro la guerra @Sant’ermete (Con Comunità di sant’ermete)

Area verde lungo la ferrovia (dietro via Bronzetti)
Partitelle di calcetto 3 contro 3
Diamo un calcio alla guerra. Una giornata di sport e socialità promossa dagli abitanti delle case popolari di Sant’Ermete r Contro la guerra e il traffico di armi
Mentre si tagliano i fondi per le case popolari, aumentano le spese militari.
Questo non è accettabile!!
Contro l’uso del nostro territorio per la guerra
Per la pace!

Dalle ore 17.30 La resistenza delle donne nel Mondo @Mala Servanen Jin

Con Maryam Fathi, militante curda del TJK-E e del KJAR, organizzazione delle donne libere del Rojhelat, Kurdistan iraniano. vogliamo comprendere le radici di un movimento che resiste da moltissimi anni, tracciando una linea profonda della resistenza e dei movimenti della società che resistenze fino ad oggi.
Vogliamo conoscere l’importanza e il peso che ha questo movimento in Iran, a partire anche dalle soggettività femminilizzate contro la guerra globale, e lo sforzo contemporaneamente di costruire una vita alternativa a partire dalla società.

Venerdì 24 Aprile 

Inaugurazione della facciata partigiana della Mala Servanen Jin

La casa delle donne che combattono splenderà con le fotografie delle compagne partigiane che lottano ovunque nel mondo!

Sabato 25 aprile

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

Domenica 12 aprile, a Gello (Pontedera) si é svolta “Al di là della basa”, un’intera giornata di iniziative, festa e socialità, per dire no al progetto di una nuova base militare a Pontedera e Pisa e sì alla difesa di un territorio a vocazione agricola.  

La mattina è cominciata con una passeggiata nella Tenuta Isabella, con l’obiettivo di esplorare e conoscere un luogo, immerso nel verde, in cui tra perimetri di cipressi si estendono distese di grano e sovescio, in cui tutto immagineremmo che potesse essere realizzato, tranne che  un poligono di tiro e una pista di addestramento militare, per ampliare il disegno di militarizzazione di un territorio già particolarmente vessato dalla pressione ambientale per gli impianti industriali e le discariche in vicinanza. 

La passeggiata è stata impreziosita dalla guida esperta di Legambiente Valdera che ci ha illustrato i metodi di agricoltura, il tipo di vegetazione e la storia della Tenuta e dei confini del territorio. Camminando, sono affiorate nuove idee e ipotesi per un futuro diverso dell’area, che non preveda armi e addestramento bellico ma che preveda parchi con nuove piantumazioni che possano riqualificare un’area già fortemente impattata e direttamente fruibili alla cittadinanza, spinte che avremo modo di approfondire nei prossimi tempi.

In contemporanea, nel campo sportivo di Gello un tavolo di lavoro su territorio e riarmo a cui hanno partecipato molte realtà locali, insieme alle tante anime del movimento no base e al nodo locale di Stop Rearm Europe che ha inquadrato le motivazioni di una logica contraria al benessere e alla prosperità, guerrafondaia, che crede nella guerra come strumento di risoluzione di contese, condannando interi territori e popoli a soffrire in contemporanea di ingiustizie sociali ed ambientali, a causa di un modello imperialista di sfruttamento. Gli interventi hanno fatto emergere preoccupazioni per la precipitazione della situazione attuale, idee e proposte utili per una organizzazione orizzontale che inverta la logica del dominio economico e bellicista 

Il pranzo, con oltre 100 partecipanti, cucinato e servito da tante persone volontarie delle organizzazioni partecipanti, è stata un’occasione informale di incontro per continuare a dibattere nell’accogliente parrocchia di San Lorenzo, con la partecipazione anche del parroco Don Armando Zappolini. Un luogo che porta già i segni della pastorale sulla pace, tra murales, foto esposte, ricami e albero di uncinetti che offrono messaggi di attivazione della speranza di pace.  

Anche l’arte e la comunicazione emozionale hanno svolto un ruolo primario nella giornata, attraverso i canti dell’Orcoro, che hanno richiamato quanta attualità risieda nella memoria di canti popolari di resistenza, e i canti di un Coro organizzato per l’occasione, che ha creato gruppalità e danza in cerchio, perchè gioire insieme ed essere vitali continuino ad essere l’antidoto più efficace alla cultura della violenza e della morte.  Ha fatto seguito ai cori, un momento fortemente introspettivo di compenetrazione nel dolore e nel contempo nella dignità del popolo oppresso, con una performance di teatro e poesia palestinese. Durante tutta la giornata sono stati presenti diversi banchetti, tra cui quello Emergency con le testimonianze della loro presenza in territori in emergenza ed in particolare il progetto sanitario in Afghanistan,  e quello di Arci con il progetto TOM, la nave che rappresenta il nostro occhio, quello della società civile, sulle emergenze che accadono nel Meditarraneo.

Ancora, durante la giornata, nei momenti di pausa, è stato possibile visitare l’atelier artistico del maestro homo faber Marco Ascanio, che proprio a fianco alla Parrocchia una cattedrale con materiali di recupero, che porta i segni della storia, sua personale e del territorio, con vetri, latta, tela, oggetti metallici e tra i più disparati. Una scoperta davvero inattesa in una periferia che presenta un cuore, un centro, pulsante di Meraviglie. 

Per i bambini, l’arciragazzi ha provveduto a creare laboratori di costruzione di piccoli oggetti volanti ed aquilini, che hanno reso anche la partecipazione dei più piccoli gioiosa e possibile per le famiglie partecipare ai momenti assembleari che si sono intervallati con le performance artistiche. 

Fulcro dell’assemblea pomeridiana sono state le proposte di futura attivazione, i prossimi appuntamenti del Movimento No Base, ricevuti i feedback di nuove persone interessate alle mobilitazioni e stimolate proposte operative da mettere in campo per incrementare la partecipazione e l’inclusione di sempre più soggetti ad un movimento che è trasversale. 

Importante il rilancio della giornata di mobilitazione popolare di resistenza contro guerra e basi militari del 25 aprile che ci vedrà in corteo da Camp Darby fino al presidio dei Tre Pini, recentemente sgomberato dall’Università di Pisa.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. Questo è solo l’Inizio.

La scelta della data non è casuale, ma fortemente evocativa nella giornata della Liberazione, poichè oggi come ieri vogliamo resistere e lottare per un mondo senza guerra e fascismo. Una giornata in cui i valori dell’antifascismo e della resistenza non possono e non devono essere solo oggetto di commemorazione ma che vanno vissuti ed incarnati nelle pratiche contemporanee dell’antimilitarismo, dell’opposizione alle guerre in corso e a quelle in preparazione, per una cultura  che promuova una pace vera, che non può avvenire se esistono ancora ingiustizie ed oppressioni, ed in ogni caso non può basarsi sul dominio di alcuni su altri, sulla minaccia dell’uso della forza, delle armi di distruzione di massa, ma che preveda una società egalitaria. Non finisce qui.

Rilanciato anche un terzo appuntamento che anticipiamo con una grande manifestazione a Pontedera in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, per ribadire la vocazione pacifista della nostra terra.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. 

Questo è solo l’Inizio.

Al di là della Base – 12 Aprile festa a Gello di Pontedera

Al di là della Base – 12 Aprile festa a Gello di Pontedera

Una giornata di festa e socialità in un territorio da proteggere da militarizzazione, guerra e sfruttamento

presso la Parrocchia di San Lorenzo e il parco sportivo a Gello di Pontedera

Di fronte ad un’escalation bellica ed una corsa al riarmo che richiamano alla mente momenti drammatici della storia del genere umano, sentiamo la necessità di dare un segnale concreto, in un territorio già carico di complessità che rischia di subire dall’alto l’ennesimo progetto al servizio della guerra. 

In un momento di crisi politica ed economica purtroppo non solo nazionale, riteniamo che investire sulla guerra e sul riarmo sia una scelta profondamente insensata e suicida per tutti e tutte.

Invitiamo pertanto le realtà e le persone che vogliono dare concretezza alla loro opposizione alla guerra ad una giornata di festa, confronto e rilancio della campagna contro la creazione della base militare a Gello di Pontedera. 

TUTTO IL PROGRAMMA

ore 10.00-12:30 Passeggiata conoscitiva
dell’area individuata per la realizzazione della base militare a cura di Legambiente Valdera (ritrovo presso il parcheggio Parrocchia di San Lorenzo, Via delle Calende, Gello)

ore 11.00-12.00 Tavolo di lavoro  “TERRITORIO E RIARMO”
presso il Parco Sportivo

ore 10:30 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio (adiacente al Parco) 

ore 13:00 Pranzo sociale di autofinanziamento
presso la Parrocchia di San Lorenzo (posti limitati necessaria prenotazione tramite WhatsApp 3289445517 – Menù vegetariano: antipasto, bis di primi, dolce e vino – bambini 10 €, adulti 15 €)  

ore 14.00 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio

ore 14:30 Canti di pace: voci libere contro la guerra 

ore 16:00 Performance di danza e poesia palestinese
a cura del collettivo Quadricore

ore 16:30 Assemblea

ore 17:30 Danze popolari dai Balcani alla Palestina
 rotte di migrazione e resistenza



Con il Movimento No Base in questo evento:

PaxChristi punto pace Valdera
Circolo Operaio di Fornacette
Circolo Arci L’Ortaccio Vicopisano
Caritas parrocchiale di Ponsacco
Coordinamento NO Valdera Avvelenata
Parrocchia di San Lorenzo di Gello
Coordinamento Stop Rearm Europe Valdera
Legambiente Valdera
Arci Ragazzi Valdera
Arci Valdera










 

Rassegna stampa No Base sul blocco del 12 marzo

Rassegna stampa No Base sul blocco del 12 marzo

Ecco una lista di articoli e comunicati in seguito al blocco del traffico di armi del 12 marzo alla stazione di Pisa centrale. 

Il Fatto Quotidiano recita ”un centinaio di attivisti contro la guerra si è seduto sulle rotaie del binario 3 della stazione di Pisa per fermare il passaggio di un convoglio di 32 vagoni carichi di mezzi militari e container di armamenti diretto a Palmanova in provincia di Udine”.

Anche L’Indipendente. riporta le parole del Movimento No Base: “Ovunque possiamo fermarli, in ogni città e in ogni paese. Oggi un primo passo, la pace si può realizzare con la lotta e la lotta continua”.

Su Repubblica possiamo trovare un video del presidio.

La Nazione riporta i commenti a caldo dei passanti durante il blocco del carico di guerra. E qua il commento di Alessandro Volpi, professore dell’Università di Pisa. 

Qui invece ecco l’articolo su Riscatto.

Anche su Scomodo si scrive della concretezza dell’azione pacifista del Movimento No Base: “Intorno alle 22:30, le forze dell’ordine, preso atto che il presidio non avrebbe in alcun modo consentito di far passare il convoglio, hanno ceduto davanti alla proposta dei manifestanti di invertire la direzione del treno e farlo tornare verso la stazione di partenza”

Pure su Al Jazeera si parla del blocco Movimento No Base. 

Molto importante il comunicato del Gap di Livorno che sottolinea come questo “blocco non nasce dal nulla” . “Quel treno è stato fermato perché esiste una trama di relazioni costruita nel tempo: portuali, lavoratori della logistica, movimenti territoriali, collettivi antimilitaristi, spazi sociali e sindacati”. “è un esempio concreto di come si costruisce l’opposizione reale alla guerra: inchiesta, organizzazione, sciopero, blocco”

I nostri interventi durante il momento di blocco su Radio Onda d’Urto si trovano qui e qui

Importante anche l’articolo di resoconto della serata su Infoaut

Nel Comunicato conclusivo della due giorni di Non Una di Meno di 8-9 marzo la partecipazione al blocco della stazione delinea la possibilità concreta di inceppamento della macchina della guerra.

Anche il comune di Collesalvetti tramite le parole della sindaca esprime la sua contrarietà alla guerra e al silenzioso passaggio di convogli militari sul territorio.

Nel comunicato di Usb dopo il blocco del 12 marzo si sottolinea l’importanza dello sciopero specifico per il carico, scarico e trasporto di armamenti per tutti i lavoratori coinvolti della JSW e per i macchinisti di Mercitialia, i primi ha segnalare il carico su rotaia di parte del materiale bellico. 

Anche il Collettivo Gkn esprime complicità e solidarietà dei confronti del Movimento No Base “E di una sola cosa ci hanno infine convinti. Bisogna scendere in guerra e dichiarare guerra alla guerra. E noi abbiamo un piano…”

E anche su comune.info potete trovare il nostro comunicato.

Dalla Francia, il blocco delle armi alla stazione di Pisa viene considerato un esempio di lotta antimilitarista da cui trarre ispirazione. “Se il movimento di armi e veicoli militari venisse completamente bloccato in questo modo, i sogni di guerra dei nostri leader diventerebbero semplicemente irrealizzabili” recita Contre Attaque.