Territori contro la guerra: la lotta no base in Toscana e oltre!

Territori contro la guerra: la lotta no base in Toscana e oltre!

Durante questo mese di maggio, parteciperemo a numerose iniziative di confronto e mobilitazione diffuse nei territori della Toscana, della Liguria e del Piemonte. Ovunque saremo in queste settimane, ci sentiremo a casa: per noi, casa sono i territori di sacrificio, le aree dove si progetta la guerra, dove si scaricano i costi della speculazione energetica, dove si innestano le infrastrutture logistiche e le basi militari, dove si gettano le nocività e gli scarti di questo sistema tossico. I luoghi dove oggi si lotta e si resiste.

Questi territori sono a fianco a noi, sono nelle nostre città o ai loro confini, nelle aree suburbane, nelle province, nelle montagne. Qui siamo a casa perché vogliamo incontrarci, conoscerci e rafforzarci insieme a chi si organizza per affermare un destino diverso della propria terra. Dai crinali del Mugello, alle terre della Versilia dove i parchi e gli ecosistemi incontrano la mano predatoria di imprese energetiche e infrastrutture logistiche; da Grosseto, col suo enorme aeroporto militare, alla piana di Sesto Fiorentino, dove l’aeroporto civile inquina e avvelena; dalla bassa val di Susa che si batte contro il TAV, alle terre della Lunigiana dove ci si batte contro le fabbriche e i depositi di missili; dalle città di porto, come Livorno e Genova, in cui la guerra, i suoi traffici e la sua industria incontrano lavoratori e abitanti che non arretrano mai e ci infondono coraggio.

Ognuno di questi territori è un tassello di un sistema di guerra mondiale che parte da qui, una rete che innerva e opprime ogni ambito della vita. Per questo in ogni territorio abbiamo la necessità e l’opportunità  di difenderci: di organizzarci per bloccare la guerra, i suoi flussi, la sue fabbriche. Di lottare ostacolando le attività della guerra. Sono loro, i portatori degli interessi di guerra, che hanno bisogno del nostro lavoro, della nostra intelligenza, delle nostre terre da occupare, dei nostri boschi da abbattere, dei nostri monti da distruggere. Quello che abbiamo da difendere, è la possibilità di cercare alternative, di sviluppare nuovi legami con l’ambiente, nuove forme di lavoro ed economia, modi diversi per approvigianare energia, per realizzare la mobilità e le connessioni tra territori. Per essere realmente protagonistə delle decisioni che si prendono laddove viviamo. 

Rilanciamo di seguito il calendario in aggiornamento delle iniziative dove siamo statə e saremo presenti nel mese di maggio, con la fiducia che saranno occasioni per connettere le lotte che dal basso costruiscono la Pace, mettendo i bastoni tra le ruote ai padroni del mondo e ai signori della guerra. 

Sabato 9 maggio
Marcia popolare a difesa dei crinali dell’Appennino Mugellano e assemblea pubblica in piazza a Londa

Sabato 9 maggio e domenica 10 maggio
Due giorni di convegno contro la guerra a La Brilla Quiesa, Massarosa

Sabato 16 maggio 
Ore 14.00 Sesto Fiorentino, Polo Scientifico -Via dell’Osmannoro
Basta aeroporti in città! Manifestazione a difesa della piana fiorentina

Sabato 23 maggio 
Ore 17.00 Grosseto, Museo di Storia Naturale
Presentazione del bollettino HUB con Coordinamento Pace e Officina Giovani Antifascisti

Sabato 23 maggio
Ore 17.30 Avigliana (Piemonte) [luogo in aggiornaento]
A mano disarmata: incontro organizzato da assemblea Bassa Valle con Stop Riarmo e Movimento No Tav

Sabato 30 maggio
Pontremoli, Giardini dei Teatri della Rosa [orario in aggiornamento]
Resistere alla guerra, costruire la pace: presentazione del bollettino HUB e dibattiti con Cantiere per la Pace e altre realtà antimilitariste liguri-apuane

Sabato 30 maggio
Ore 14.30, Livorno, Piazza della Repubblica
Ciemmona interplanetaria contro il riarmo

Sabato 30 maggio
Genova [ora e luogo in aggiornamento]
Presentazione del bollettino HUB a Genova con Assemblea contro Leonardo


Verso il 25 aprile – Un calendario ricco di eventi per la mobilitazione contro la guerra e le basi (in aggiornamento)

Verso il 25 aprile – Un calendario ricco di eventi per la mobilitazione contro la guerra e le basi (in aggiornamento)

A partire dal rilancio del 25 aprile come giornata di mobilitazione contro Guerra e Basi militari tra Camp Darby e i Tre Pini, sono stati molti gli eventi e le iniziative proposte in città e sul territorio per continuare a tematizzare la nostra resistenza. Momenti di informazione e organizzazione promossi  da tante realtà cittadine e territoriali e assemblee del Movimento No Base.
Concerti, dibattiti, letture, tornei e molto altro: di seguito tutti gli appuntamenti di due intense settimane di attivazione! (In Aggiornamento)

Sabato 11 aprile 

Dalle 17.30 Concerto contro la guerra @polo piagge

Dopo il blocco delle armi di giovedì 12 marzo alla stazione di Pisa Centrale, l’Università di Pisa ha deciso di sgomberare il Presidio di Pace Tre Pini, dimostrando così di fare gli interessi della guerra piuttosto che della sua comunità.
Music against war dà spazio alle tante voci che esprimono il rifiuto della guerra. Con la musica e l’arte, mandiamo un messaggio di Pace in Università.

Una giornata in vista della mobilitazione No Base del 25 aprile per Resistere alla guerra e alla militarizzazione!

 

Domenica 12 aprile

dalle ore 10.00 Giornata contro la Base e contro la guerra  @Gello-Pontedera

Una giornata di festa e socialità in un territorio da proteggere da militarizzazione guerra e sfruttamento 

 

Mercoledì 15 aprile 

Dalle ore 11.30 Completiamo insieme il murales @Polo San Rossore (con Studentxpalestina)

Durante il completamento del Murales per la Palestina sarà possibile trovare materiali informativi No Base e verso il 25 aprile 

Giovedì 16 aprile

Dalle 9 Presidio informativo @mercato di Collesalvetti

Verso un 25 aprile di lotta vogliamo radicarci sempre di più sul nostro territorio per costruire l’alternativa alla guerra, perché non vogliamo che 520 mln di Euro vengano spesi per progetti militari quando li vorremmo invece per la nostra salute, la nostra istruzione e il nostro diritto all’abitare, per questo saremo al mercato di Collesalvetti con tutto il nostro materiale informativo.

Dalle 12.30 Giornata contro la guerra @ingegneria (con Studentxpalestina)

Ore 12.30 PRANZO
Ore 17.00 INIZIATIVA
Droni stealth, sistemi radar, lA applicata a scopi bellici… le nuove tecnologie sono sempre più fondamentali nell’attuale contesto di guerra a livello globale.
Le aziende che le producono generano profitti enormi traendo sempre più benefici dall’attuale, mortifera, corsa al riarmo.
Qual è il legame tra ricerca universitaria e industria militare? Cosa si cela dietro i nostri bandi di dottorato, progetti di ricerca e tirocini?
Che ruolo ha il nostro sapere nell’attuale economia di guerra? E noi, invece, che ruolo vogliamo che abbia?
Parleremo di tutto questo giovedì 16 aprile con Luca Rondi, giornalista di Altreconomia e autore di un’inchiesta sulle relazioni tra le università italiane e l’industria militare


Dalle 18 Aperitivo, presidio informativo e preparazione materiali punti no base @Calci

Continuano i momenti di informazione No Base. In occasione di questo aperitivo inizieremo anche a preparare i materiali per il corteo del 25

 

Venerdì 17 aprile

Dalle 18 Letture Partigiane @largo Ciro Menotti (con Non una di Meno)

Le partigiane non erano solo staffette, erano combattenti, organizzatrici, al primo posto nella lotta contro il nazifascismo. vogliamo raccogliere dalle loro parole il significato, il coraggio, l’organizzazione e la speranza di lottare contro la guerra.

Sabato 18 aprile

Dalle 14.30 Momento preparazione materiali @ parco delle concette

Striscioni, cartelli, opere artistiche: prepariamo tutto quello che vogliamo portare in corteo il 25 aprile per dire chiaro che noi la guerra e la base non le vogliamo!

Domenica 19 aprile

Dalle ore 10 Partitelle contro la guerra @Sant’ermete (Con Comunità di sant’ermete)

Area verde lungo la ferrovia (dietro via Bronzetti)
Partitelle di calcetto 3 contro 3
Diamo un calcio alla guerra. Una giornata di sport e socialità promossa dagli abitanti delle case popolari di Sant’Ermete r Contro la guerra e il traffico di armi
Mentre si tagliano i fondi per le case popolari, aumentano le spese militari.
Questo non è accettabile!!
Contro l’uso del nostro territorio per la guerra
Per la pace!

Dalle ore 17.30 La resistenza delle donne nel Mondo @Mala Servanen Jin

Con Maryam Fathi, militante curda del TJK-E e del KJAR, organizzazione delle donne libere del Rojhelat, Kurdistan iraniano. vogliamo comprendere le radici di un movimento che resiste da moltissimi anni, tracciando una linea profonda della resistenza e dei movimenti della società che resistenze fino ad oggi.
Vogliamo conoscere l’importanza e il peso che ha questo movimento in Iran, a partire anche dalle soggettività femminilizzate contro la guerra globale, e lo sforzo contemporaneamente di costruire una vita alternativa a partire dalla società.

Venerdì 24 Aprile 

Inaugurazione della facciata partigiana della Mala Servanen Jin

La casa delle donne che combattono splenderà con le fotografie delle compagne partigiane che lottano ovunque nel mondo!

Sabato 25 aprile

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

Domenica 12 aprile, a Gello (Pontedera) si é svolta “Al di là della basa”, un’intera giornata di iniziative, festa e socialità, per dire no al progetto di una nuova base militare a Pontedera e Pisa e sì alla difesa di un territorio a vocazione agricola.  

La mattina è cominciata con una passeggiata nella Tenuta Isabella, con l’obiettivo di esplorare e conoscere un luogo, immerso nel verde, in cui tra perimetri di cipressi si estendono distese di grano e sovescio, in cui tutto immagineremmo che potesse essere realizzato, tranne che  un poligono di tiro e una pista di addestramento militare, per ampliare il disegno di militarizzazione di un territorio già particolarmente vessato dalla pressione ambientale per gli impianti industriali e le discariche in vicinanza. 

La passeggiata è stata impreziosita dalla guida esperta di Legambiente Valdera che ci ha illustrato i metodi di agricoltura, il tipo di vegetazione e la storia della Tenuta e dei confini del territorio. Camminando, sono affiorate nuove idee e ipotesi per un futuro diverso dell’area, che non preveda armi e addestramento bellico ma che preveda parchi con nuove piantumazioni che possano riqualificare un’area già fortemente impattata e direttamente fruibili alla cittadinanza, spinte che avremo modo di approfondire nei prossimi tempi.

In contemporanea, nel campo sportivo di Gello un tavolo di lavoro su territorio e riarmo a cui hanno partecipato molte realtà locali, insieme alle tante anime del movimento no base e al nodo locale di Stop Rearm Europe che ha inquadrato le motivazioni di una logica contraria al benessere e alla prosperità, guerrafondaia, che crede nella guerra come strumento di risoluzione di contese, condannando interi territori e popoli a soffrire in contemporanea di ingiustizie sociali ed ambientali, a causa di un modello imperialista di sfruttamento. Gli interventi hanno fatto emergere preoccupazioni per la precipitazione della situazione attuale, idee e proposte utili per una organizzazione orizzontale che inverta la logica del dominio economico e bellicista 

Il pranzo, con oltre 100 partecipanti, cucinato e servito da tante persone volontarie delle organizzazioni partecipanti, è stata un’occasione informale di incontro per continuare a dibattere nell’accogliente parrocchia di San Lorenzo, con la partecipazione anche del parroco Don Armando Zappolini. Un luogo che porta già i segni della pastorale sulla pace, tra murales, foto esposte, ricami e albero di uncinetti che offrono messaggi di attivazione della speranza di pace.  

Anche l’arte e la comunicazione emozionale hanno svolto un ruolo primario nella giornata, attraverso i canti dell’Orcoro, che hanno richiamato quanta attualità risieda nella memoria di canti popolari di resistenza, e i canti di un Coro organizzato per l’occasione, che ha creato gruppalità e danza in cerchio, perchè gioire insieme ed essere vitali continuino ad essere l’antidoto più efficace alla cultura della violenza e della morte.  Ha fatto seguito ai cori, un momento fortemente introspettivo di compenetrazione nel dolore e nel contempo nella dignità del popolo oppresso, con una performance di teatro e poesia palestinese. Durante tutta la giornata sono stati presenti diversi banchetti, tra cui quello Emergency con le testimonianze della loro presenza in territori in emergenza ed in particolare il progetto sanitario in Afghanistan,  e quello di Arci con il progetto TOM, la nave che rappresenta il nostro occhio, quello della società civile, sulle emergenze che accadono nel Meditarraneo.

Ancora, durante la giornata, nei momenti di pausa, è stato possibile visitare l’atelier artistico del maestro homo faber Marco Ascanio, che proprio a fianco alla Parrocchia una cattedrale con materiali di recupero, che porta i segni della storia, sua personale e del territorio, con vetri, latta, tela, oggetti metallici e tra i più disparati. Una scoperta davvero inattesa in una periferia che presenta un cuore, un centro, pulsante di Meraviglie. 

Per i bambini, l’arciragazzi ha provveduto a creare laboratori di costruzione di piccoli oggetti volanti ed aquilini, che hanno reso anche la partecipazione dei più piccoli gioiosa e possibile per le famiglie partecipare ai momenti assembleari che si sono intervallati con le performance artistiche. 

Fulcro dell’assemblea pomeridiana sono state le proposte di futura attivazione, i prossimi appuntamenti del Movimento No Base, ricevuti i feedback di nuove persone interessate alle mobilitazioni e stimolate proposte operative da mettere in campo per incrementare la partecipazione e l’inclusione di sempre più soggetti ad un movimento che è trasversale. 

Importante il rilancio della giornata di mobilitazione popolare di resistenza contro guerra e basi militari del 25 aprile che ci vedrà in corteo da Camp Darby fino al presidio dei Tre Pini, recentemente sgomberato dall’Università di Pisa.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. Questo è solo l’Inizio.

La scelta della data non è casuale, ma fortemente evocativa nella giornata della Liberazione, poichè oggi come ieri vogliamo resistere e lottare per un mondo senza guerra e fascismo. Una giornata in cui i valori dell’antifascismo e della resistenza non possono e non devono essere solo oggetto di commemorazione ma che vanno vissuti ed incarnati nelle pratiche contemporanee dell’antimilitarismo, dell’opposizione alle guerre in corso e a quelle in preparazione, per una cultura  che promuova una pace vera, che non può avvenire se esistono ancora ingiustizie ed oppressioni, ed in ogni caso non può basarsi sul dominio di alcuni su altri, sulla minaccia dell’uso della forza, delle armi di distruzione di massa, ma che preveda una società egalitaria. Non finisce qui.

Rilanciato anche un terzo appuntamento che anticipiamo con una grande manifestazione a Pontedera in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, per ribadire la vocazione pacifista della nostra terra.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. 

Questo è solo l’Inizio.

Campeggio No Base 2025: PROGRAMMA!

Campeggio No Base 2025: PROGRAMMA!

Dal 5 al 7 settembre, il Movimento No Base lancia un campeggio territoriale di fronte alle reti del centro militare CISAM, all’interno del Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, nel Presidio di Pace dei “Tre Pini” a cui abbiamo dato vita oramai due anni fa, e che crediamo debba sempre più diventare il presidio di tutta la cittadinanza che pretende la pace e un ambiente sano in cui vivere. Un Presidio nel cuore di un Parco protetto, ma invaso dalle basi e minacciato da ulteriore disboscamento, cementificazione e deregolamentazione. Leggi QUI l’appello per intero
Il campeggio sarà l’occasione per continuare a costruire la lotta No Base vivendo insieme tre giorni di iniziative, workshop, serate, pranzi, cene, concerti e molto altro!
A breve il programma con tutti i dettagli in fase di aggiornamento!
PER ORA, DI SEGUITO, GLI APPROFONDIMENTI SULLE SINGOLE INIZIATIVE.

VEN 5 SETTEMBRE

ORE 17.30 – TAVOLA ROTONDA: A difesa del Parco di San Rossore Migliarino-Massaciuccoli. Per una nuova resistenza degli alberi.

Nell’ambito del campeggio territoriale del movimento No Base – Né a Coltano né altrove, vi invitiamo a partecipare alla tavola rotonda “Difendere il Parco. Per una nuova resistenza ecologica”, un momento di confronto per riflettere insieme su una delle minacce più gravi che oggi incombono sul nostro territorio: la trasformazione del Parco Naturale di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli in un’infrastruttura militare, con l’abbattimento previsto di oltre 10.000 alberi. Un’opera da oltre 500 milioni di euro, finanziata con risorse pubbliche, che ricade direttamente sui tagli a scuola, sanità, trasporti, cultura. Un investimento per la guerra, in un momento di profonda escalation bellica, che sottrae risorse a ciò che serve davvero per affrontare la crisi climatica e sociale in corso

Il Parco di San Rossore è uno degli ecosistemi più ricchi e fragili della Toscana: oltre 23.000 ettari di pinete, dune, zone umide e boschi, che ospitano centinaia di specie animali e vegetali, alcune rare o protette. Ma è anche un bene comune, una riserva di aria, acqua, biodiversità e memoria collettiva. La sua istituzione è stata ottenuta grazie alle mobilitazioni ecologiste degli anni ’70, che hanno difeso questi luoghi dalla speculazione e dalla cementificazione. Oggi, più che mai, quel patrimonio va difeso.

La lotta per San Rossore si unisce idealmente a tutte le resistenze in difesa degli alberi che stanno sorgendo ovunque, in città e campagne, parchi urbani e foreste, contro disboscamenti, grandi opere, logiche estrattive e militarizzazioni. Difendere un albero oggi non è un gesto simbolico: è un atto concreto contro il cambiamento climatico, contro l’erosione degli spazi comuni, contro la guerra. Per questo parliamo di resistenza ecologica. Perché la lotta contro la base militare è anche una lotta per il clima, per la pace e per un modello di sviluppo che metta al centro la cura, non la distruzione.

Durante la tavola rotonda vogliamo aprire uno spazio di confronto tra tutte le realtà che amano, vivono o lavorano nel Parco. Un’occasione per ricostruire la storia e la biodiversità; immaginare un Parco libero, accessibile, partecipato; costruire un’alternativa concreta al progetto di militarizzazione.

Invitiamo associazioni ambientaliste, collettivi ecologisti, comitati locali, enti di ricerca, operatori del territorio e cittadine e cittadini a partecipare e contribuire. Perché la difesa degli alberi è oggi uno degli atti politici più urgenti e radicali che possiamo compiere.

Riappropriamoci del Parco. Difendiamo gli alberi. Fermiamo la base.

SAB 6 SETTEMBRE

ORE 15.30 – DIBATTITO: HUB MILITARE TOSCANO: la costruzione della guerra nei nostri territori. 

La guerra cresce e si prepara attraverso basi militari, produzioni di guerra, infrastrutture di logistica per operazioni belliche, che rafforzano la capacità operativa dell’intero apparato militare e industriale bellico. Un processo di militarizzazione che sta ridisegnando l’intera area tra Pisa e Livorno, tra Pisa e La Spezia (e oltre). Le connessioni tra porti, aeroporti e basi militari tramite ferrovie e canali navigabili fanno dei nostri territori punti collegati strategicamente per rendere fluido il passaggio di armi e militari, per operazioni militari congiunte, consumate in tutti i lati del globo. Il dibattito che proponiamo è finalizzato alla costruzione di possibilità concrete per interrompere questa catena della guerra a partire dai nostri territori, spezzando le traiettorie di questo hub della logistica bellica attraverso la creazione di reti efficaci che cooperino attivamente contro la devastazione. Sta a noi bloccare questo sistema che alimenta conflitti globali sottraendo risorse vitali ai bisogni delle comunità.

Di questo vorremmo discutere nella seconda giornata del campeggio No Base, sabato 6 settembre dalle 15.30 consapevoli che il nostro No si inserisce in una lotta più grande che è quella contro la guerra globale.

DOM 7 SETTEMBRE

ORE 10.00 – DIBATTITO: Territori in lotta nella guerra globale: dibattito con la giornalista Futura D’Aprile, Movimento No Tav, Movimento No Ponte e percorso “Guerra alla Guerra”

L’escalation bellica globale porta con sé un’economia di guerra feroce, visibile in molte forme. Riarmo europeo, riconversione industriale civile-militare, crescita della spesa militare al 5% del PIL sono le sue facce più esplicite e minacciose. La sua aggressione si esprime sui territori sottraendo risorse dai bisogni sociali reali, imponendo infrastrutture come la nuova Base Militare, impoverendo la popolazione di possibilità economiche, culturali, sociali, schiacciando gli spazi di decisionalità delle comunità tramite disciplinamento e ricatto. 

L’Italia e le isole sono costellate di infrastrutture militari, energetiche, logistiche per integrare aree di territorio e connettere armi, mezzi, persone, energia, denaro: centinaia di “zone di sacrificio” ci rendono una piattaforma della guerra globale sul Mediterraneo e sono l’altra faccia degli interessi militari, estrattivi e industriali che il nostro Paese interpreta nelle missioni all’estero, dall’Ucraina al Medio Oriente, nella complicità diretta con il genocidio in Palestina, nel supportare il ritorno al nucleare, nei rifornimenti di armi che fornisce a tutto il mondo.

Le “zone di sacrificio” sono anche il luogo della resistenza e del potenziale riscatto da questo avvitamento militarista, territori in cui scoprire che ostacolare la guerra dal basso e immaginare un’economia di pace è possibile. Per questo vi invitiamo al dibattito di domenica 7 settembre al Presidio di Pace “Tre Pini” nell’ambito del Campeggio No Base: dallo scenario globale, alle prospettive di lotta territoriali, a partire anche dal processo di Guerra alla Guerra,  vogliamo confrontarci su come mettere in discussione questo sistema di economia di guerra e individuare concretamente delle alternative, fondate sui bisogni delle comunità. Sarà uno spazio aperto per mettere in dialogo le lotte, immaginare e arricchire le diverse prospettive di mobilitazione contro la guerra, discutere di cosa significa la pace sui territori e come costruirla unendo le nostre idee e le nostre forze.

Appello per un campeggio No Base territoriale: 5-6-7 Settembre al presidio di Pace “Tre Pini” San Piero a Grado

Appello per un campeggio No Base territoriale: 5-6-7 Settembre al presidio di Pace “Tre Pini” San Piero a Grado

Organizzarci insieme 


Durante questa lunga estate stiamo organizzando e partecipando a  iniziative contro la guerra nel nostro territorio e in molti altri, incontrando comunità che si oppongono alla militarizzazione del loro territorio, lavoratorə che rifiutano di mettere le proprie braccia a servizio della guerra, lotte contro nuove infrastrutture, connesse – più o meno direttamente – alla guerra. 

Mentre crescono le connessioni tra le nostre lotte, sentiamo l’urgenza di continuare ad organizzarci insieme in un nuovo campeggio al Presidio di pace “Tre Pini”, per trasformare il diffuso rifiuto della base militare e della guerra in opposizione concreta. Dal genocidio in Palestina al riarmo globale, dalla costruzione della base alla devastazione di boschi e terre, il segnale che arriva è chiaro: la società deve adeguarsi alla guerra e alla militarizzazione della vita in ogni suo aspetto. I nostri obiettivi allora diventano ancora più centrali: ritrovarci insieme per fermare la nuova base militare per GIS e Tuscania, è una possibilità concreta per bloccare l’ingranaggio della guerra e costruire alternative concrete per il territorio, in una prospettiva di Pace reale.

Le ragioni di un campeggio al Presidio di Pace dei “Tre Pini”

Per questo, dal 5 al 7 settembre, lanciamo un campeggio territoriale di fronte alle reti del centro militare CISAM, all’interno del Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, nel Presidio di Pace dei “Tre Pini” a cui abbiamo dato vita oramai due anni fa, e che crediamo debba sempre più diventare il presidio di tutta la cittadinanza che pretende la pace e un ambiente sano in cui vivere. Un Presidio nel cuore di un Parco protetto, ma invaso dalle basi e minacciato da ulteriore disboscamento, cementificazione e deregolamentazione. 

Proprio per questo, è importante riunirci qui per vedere con i nostri occhi la violenza e la pervasività della militarizzazione ma anche per conoscere la bellezza e la ricchezza di questo Parco, dandoci insieme la forza di difenderlo fino all’ultimo filo d’erba e liberarlo dalla guerra.

Da Pisa a Pontedera, così come in tutta la Toscana, le istituzioni sacrificano i territori alla militarizzazione, alla nocività, alla devastazione: è importante capire come ciò che accade nel mondo sia davanti e in mezzo a noi e che da qui, insieme, possiamo fermarli e cambiare le cose. 

Il campeggio per costruire comunità, lotta e alternativa

Le giornate saranno ricche di workshop, dibattiti, cibo, musica, socialità, attivazione: dalla mattina alla sera sotto l’ombra della pineta e nei sentieri; E dalla sera alla mattina, con le tende che pianteremo per dormire, mangiare e vivere insieme, rafforzando il senso di comunità che ci unisce, nella varietà di idee e motivazioni che ci spingono ad agire, ma con un solo obiettivo comune: fermare la base.

Molti saranno i temi su cui confrontarsi e organizzarsi. Vogliamo dare seguito alle parole “Nessuna base per nessuna guerra!” e approfondire il legame tra base militare, guerra globale e un’economia che si abbatte con violenza sui territori, cercando prospettive di pace che siano contrasto attivo alle forme in cui la guerra si materializza nelle nostre vite. Con l’ottica di discutere di guerra per bloccare gli anelli della catena e i flussi su cui questa si fonda, vogliamo dare centralità alla discussione sulla funzione che l’hub militare che si estende dalla costa di Livorno sino a La Spezia gioca nell’attuale escalation. Al contempo, vogliamo esplorare le alternative possibili per un’economia di pace a partire dalla conoscenza e la difesa del Parco, ritrovandoci con tuttə coloro che ne hanno a cuore la storia e desiderano come noi un Parco per la comunità e non per basi militari ed eserciti.

Con queste motivazioni e obiettivi, invitiamo tuttə coloro che non si arrendono alla guerra e alla devastazione del territorio, a partecipare al Campeggio No Base, piantare la propria tenda, contribuire agli scambi e ai dibattiti, portare le proprie idee. Fermiamo la base, blocchiamo la guerra, costruiamo la pace dai nostri territori: tuttə possiamo fare qualcosa, insieme possiamo fermarla!