Da Colleferro a Pisa, il campo minato dei territori di sacrificio

Da Colleferro a Pisa, il campo minato dei territori di sacrificio

Pochi giorni fa abbiamo visto un’enorme esplosione coinvolgere una fabbrica di munizioni a Colleferro, la KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa. Immagini impressionanti della violenza con cui un sito industriale può immediatamente diventare una bomba che minaccia la vita di dipendenti e abitanti del territorio. Un evento che ha giustamente spaventato e fatto notizia, a maggior ragione dato che in quello stesso territorio, la Valle del Sacco, KNDS intende riconvertire e ampliare lo stabilimento realizzandovi un nuovo impianto per la produzione di nitrogelatina, componente destinato alla filiera degli esplosivi e delle munizioni.
Così, alla faccia degli incidenti esplosivi, si continua a incentivare una dinamica di riarmo e militarizzazione palesemente nociva e pericolosa per la vita, la sicurezza e la salute dellə abitanti. 

A partire dall’episodio di Colleferro, vogliamo cogliere l’occasione per guardare al nostro territorio e fare luce su come una zona di sacrificio sia sempre di più un campo minato in cui la vita di chi ci vive o lavora non è messa sullo stesso piano dell’interesse politico, economico e militare a portare avanti piani di riarmo e proiezione bellica nel pieno di una guerra mondiale devastante. 

Porto e raffineria a Livorno: una minaccia perenne per la sicurezza del territorio

Quante Colleferro ci sono tra Livorno e Pisa, nei pressi di case, quartieri, infrastrutture, parchi, strade e stazioni? Quanto è concreta la minaccia della guerra e dell’estrattivismo per vite e territorio, quando ci muoviamo tra le nostre città? Immaginiamo di camminare da Livorno a Pisa e percorrere le strade in cui abitano e lavorano decine di migliaia di persone.
Quali sono le Colleferro che incontriamo ogni giorno? 

A Livorno il porto, come denunciano i portuali e la cittadinanza da anni, è luogo di transito di merci militari. Centinaia di container che possono ospitare qualsiasi cosa, da armi a esplosivi, da bombe a missili, scaricate in mezzo a lavoratori, abitanti e turisti. Dal 2025 a oggi, sono più di 600 le tonnellate di esplosivi circolate nel porto.  A questo si aggiunge l’interesse a insediare nel porto un nuovo sito per la costruzione e il collaudo di sottomarini da guerra dell’impresa Drass.

Andando verso Pisa incontriamo Stagno, dove la raffineria Eni — oggi interessata da un progetto di conversione in bioraffineria — rappresenta l’eredità concreta di decenni di attività industriale ad alto impatto. L’impianto è classificato dalla normativa Seveso come stabilimento a rischio di incidente rilevante, mentre nelle aree circostanti sono state documentate contaminazioni dei terreni e delle acque di falda da idrocarburi, metalli e sostanze cancerogene. La riconversione annunciata non cancella la necessità di completare le bonifiche, garantire la sicurezza dei lavoratori e tutelare la salute della popolazione.

Camp Darby: un immenso deposito di munizioni nel cuore del Parco

Il percorso prosegue fino al Camp Darby, base militare utilizzata dalle forze armate statunitensi come deposito logistico e di munizioni. Un vero e proprio bersaglio per qualsiasi tipo di operazione militare che abbia come controparte l’esercito USA o la NATO. Una polveriera gigante in cui non si conosce cosa vi sia stoccato, per quanto tempo, con quali rischi per la sicurezza e con quali conseguenze in caso di incidente o esplosione. 

Un’installazione collocata in territorio italiano ma sottratta, nei fatti, a un effettivo controllo democratico e caratterizzata da un regime di segretezza che impedisce alla popolazione di conoscere quantità, tipologia e rischi dei materiali stoccati.

Non risulta pubblicamente disponibile un piano di emergenza esterna che informi gli abitanti sui rischi, sulle aree coinvolte e sui comportamenti da adottare in caso di incidente, né tantomeno informazioni sulle attività quali movimentazione di armi, esplosivi e munizioni. Quale impatto avrebbe un evento come quello di Colleferro, se coinvolgesse un luogo di questo tipo? 

Quando il rischio aumenta solo aspettando un treno

Ma la minaccia che comportano questo tipo di infrastrutture è anche in movimento: le stesse merci militari che arrivano a Livorno o vengono stoccate a Camp Darby, circolano sulle nostre strade, nei nostri cieli e soprattutto sulle nostre rotaie e sui nostri treni. Quante delle merci che transitano nell’hub militare pisano-livornese, atterrano all’aeroporto di Pisa? Quanti di questi esplosivi sono passati e passano tutt’ora dalla stazione dei treni? Quanti dai binari di Livorno, Calambrone, Collesalvetti? Magari in pieno giorno, con stazioni piene di pendolari? Quali misure di sicurezza sono messe in atto e come possono tutelarsi le persone laddove il passaggio di questo materiale rimane completamente sconosciuto?

Il rischio non si ferma alle zone tra Pisa e Livorno: a Pontedera, uno dei luoghi designati per il nuovo progetto di base militare, è stato di recente ampliato il binario 4 della stazione, nell’ambito di un progetto europeo dual use, destinato anche alla mobilità militare e alla circolazione di convogli lunghi fino a 740 metri, in una zona ad altissima frequentazione a ogni ora del giorno e della notte.

Armi, esplosivi e… reattori: il nucleare di San Piero a Grado di cui nessuno sa nulla

E se non si tratta di combustibili, armi o esplosivi, si tratta di inquinamento. Qual è lo stato effettivo dello smantellamento del reattore dismesso nell’area Cisam e della rimozione dei materiali radioattivi? Quali controlli continuativi vengono effettuati sulle acque, sui sedimenti e sull’ecosistema del Parco, e con quali modalità di informazione pubblica?

Vita, salute e sicurezza: la nostra vera posta in gioco

Quando la guerra diventa la regola con cui si organizzano i territori, le infrastrutture, il lavoro, l’economia, la logistica, ognuno di questi luoghi è una possibile Colleferro, una polveriera pronta a saltare in aria. Non si tratta di allarmismo, ma della posta in gioco della lotta che portiamo avanti: difendere la vita stessa, la salute e la sicurezza quotidiana delle nostre città, dei nostri posti di lavoro, dei territori che viviamo. 

Non vogliamo territori che siano parchi giochi per militari e industriali, mentre diventano campi minati per la popolazione; non vogliamo che il prezzo della guerra mondiale sia pagato dai più, mentre pochi potenti fomentano il riarmo dal caldo delle loro poltrone.

Fermare la logistica bellica e le basi militari proiettate verso i teatri di guerra globali; organizzarsi sui territori per rivendicare condizioni di vita sicure, salubri, dignitose, ecologiche; scioperare nei posti di lavoro per sottrarsi ai ricatti dell’economia di guerra; lottare contro questi sacrifici imposti ai territori e a chi li abita. Questi sono gli unici strumenti che abbiamo a tutela della vita umana e naturale, verso la quale la guerra e i suoi ingranaggi sono oggi una minaccia sempre più incompatibile e inaccettabile. 

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

 “Al di là della Base: Sì alla Pace” – Un racconto della giornata contro guerra e sfruttamento del territorio del 12 Aprile a Gello

Domenica 12 aprile, a Gello (Pontedera) si é svolta “Al di là della basa”, un’intera giornata di iniziative, festa e socialità, per dire no al progetto di una nuova base militare a Pontedera e Pisa e sì alla difesa di un territorio a vocazione agricola.  

La mattina è cominciata con una passeggiata nella Tenuta Isabella, con l’obiettivo di esplorare e conoscere un luogo, immerso nel verde, in cui tra perimetri di cipressi si estendono distese di grano e sovescio, in cui tutto immagineremmo che potesse essere realizzato, tranne che  un poligono di tiro e una pista di addestramento militare, per ampliare il disegno di militarizzazione di un territorio già particolarmente vessato dalla pressione ambientale per gli impianti industriali e le discariche in vicinanza. 

La passeggiata è stata impreziosita dalla guida esperta di Legambiente Valdera che ci ha illustrato i metodi di agricoltura, il tipo di vegetazione e la storia della Tenuta e dei confini del territorio. Camminando, sono affiorate nuove idee e ipotesi per un futuro diverso dell’area, che non preveda armi e addestramento bellico ma che preveda parchi con nuove piantumazioni che possano riqualificare un’area già fortemente impattata e direttamente fruibili alla cittadinanza, spinte che avremo modo di approfondire nei prossimi tempi.

In contemporanea, nel campo sportivo di Gello un tavolo di lavoro su territorio e riarmo a cui hanno partecipato molte realtà locali, insieme alle tante anime del movimento no base e al nodo locale di Stop Rearm Europe che ha inquadrato le motivazioni di una logica contraria al benessere e alla prosperità, guerrafondaia, che crede nella guerra come strumento di risoluzione di contese, condannando interi territori e popoli a soffrire in contemporanea di ingiustizie sociali ed ambientali, a causa di un modello imperialista di sfruttamento. Gli interventi hanno fatto emergere preoccupazioni per la precipitazione della situazione attuale, idee e proposte utili per una organizzazione orizzontale che inverta la logica del dominio economico e bellicista 

Il pranzo, con oltre 100 partecipanti, cucinato e servito da tante persone volontarie delle organizzazioni partecipanti, è stata un’occasione informale di incontro per continuare a dibattere nell’accogliente parrocchia di San Lorenzo, con la partecipazione anche del parroco Don Armando Zappolini. Un luogo che porta già i segni della pastorale sulla pace, tra murales, foto esposte, ricami e albero di uncinetti che offrono messaggi di attivazione della speranza di pace.  

Anche l’arte e la comunicazione emozionale hanno svolto un ruolo primario nella giornata, attraverso i canti dell’Orcoro, che hanno richiamato quanta attualità risieda nella memoria di canti popolari di resistenza, e i canti di un Coro organizzato per l’occasione, che ha creato gruppalità e danza in cerchio, perchè gioire insieme ed essere vitali continuino ad essere l’antidoto più efficace alla cultura della violenza e della morte.  Ha fatto seguito ai cori, un momento fortemente introspettivo di compenetrazione nel dolore e nel contempo nella dignità del popolo oppresso, con una performance di teatro e poesia palestinese. Durante tutta la giornata sono stati presenti diversi banchetti, tra cui quello Emergency con le testimonianze della loro presenza in territori in emergenza ed in particolare il progetto sanitario in Afghanistan,  e quello di Arci con il progetto TOM, la nave che rappresenta il nostro occhio, quello della società civile, sulle emergenze che accadono nel Meditarraneo.

Ancora, durante la giornata, nei momenti di pausa, è stato possibile visitare l’atelier artistico del maestro homo faber Marco Ascanio, che proprio a fianco alla Parrocchia una cattedrale con materiali di recupero, che porta i segni della storia, sua personale e del territorio, con vetri, latta, tela, oggetti metallici e tra i più disparati. Una scoperta davvero inattesa in una periferia che presenta un cuore, un centro, pulsante di Meraviglie. 

Per i bambini, l’arciragazzi ha provveduto a creare laboratori di costruzione di piccoli oggetti volanti ed aquilini, che hanno reso anche la partecipazione dei più piccoli gioiosa e possibile per le famiglie partecipare ai momenti assembleari che si sono intervallati con le performance artistiche. 

Fulcro dell’assemblea pomeridiana sono state le proposte di futura attivazione, i prossimi appuntamenti del Movimento No Base, ricevuti i feedback di nuove persone interessate alle mobilitazioni e stimolate proposte operative da mettere in campo per incrementare la partecipazione e l’inclusione di sempre più soggetti ad un movimento che è trasversale. 

Importante il rilancio della giornata di mobilitazione popolare di resistenza contro guerra e basi militari del 25 aprile che ci vedrà in corteo da Camp Darby fino al presidio dei Tre Pini, recentemente sgomberato dall’Università di Pisa.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. Questo è solo l’Inizio.

La scelta della data non è casuale, ma fortemente evocativa nella giornata della Liberazione, poichè oggi come ieri vogliamo resistere e lottare per un mondo senza guerra e fascismo. Una giornata in cui i valori dell’antifascismo e della resistenza non possono e non devono essere solo oggetto di commemorazione ma che vanno vissuti ed incarnati nelle pratiche contemporanee dell’antimilitarismo, dell’opposizione alle guerre in corso e a quelle in preparazione, per una cultura  che promuova una pace vera, che non può avvenire se esistono ancora ingiustizie ed oppressioni, ed in ogni caso non può basarsi sul dominio di alcuni su altri, sulla minaccia dell’uso della forza, delle armi di distruzione di massa, ma che preveda una società egalitaria. Non finisce qui.

Rilanciato anche un terzo appuntamento che anticipiamo con una grande manifestazione a Pontedera in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, per ribadire la vocazione pacifista della nostra terra.

Epilogo della giornata è stato, infine, un cerchio di danze curde, palestinesi e balcaniche, che ha riproposto l’unione di etnie e culture anche nei movimenti del corpo, nei modi di contattare l’altro e l’intera comunità che con entusiasmo ha partecipato. 

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno dibattuto, condiviso preoccupazioni, proposto idee, che hanno gioito, danzato, preparato il pranzo, servito, raccontato, poetato, cantato, osservato e attivato una speranza in difesa di questa terra. 

Questo è solo l’Inizio.

Al di là della Base – 12 Aprile festa a Gello di Pontedera

Al di là della Base – 12 Aprile festa a Gello di Pontedera

Una giornata di festa e socialità in un territorio da proteggere da militarizzazione, guerra e sfruttamento

presso la Parrocchia di San Lorenzo e il parco sportivo a Gello di Pontedera

Di fronte ad un’escalation bellica ed una corsa al riarmo che richiamano alla mente momenti drammatici della storia del genere umano, sentiamo la necessità di dare un segnale concreto, in un territorio già carico di complessità che rischia di subire dall’alto l’ennesimo progetto al servizio della guerra. 

In un momento di crisi politica ed economica purtroppo non solo nazionale, riteniamo che investire sulla guerra e sul riarmo sia una scelta profondamente insensata e suicida per tutti e tutte.

Invitiamo pertanto le realtà e le persone che vogliono dare concretezza alla loro opposizione alla guerra ad una giornata di festa, confronto e rilancio della campagna contro la creazione della base militare a Gello di Pontedera. 

TUTTO IL PROGRAMMA

ore 10.00-12:30 Passeggiata conoscitiva
dell’area individuata per la realizzazione della base militare a cura di Legambiente Valdera (ritrovo presso il parcheggio Parrocchia di San Lorenzo, Via delle Calende, Gello)

ore 11.00-12.00 Tavolo di lavoro  “TERRITORIO E RIARMO”
presso il Parco Sportivo

ore 10:30 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio (adiacente al Parco) 

ore 13:00 Pranzo sociale di autofinanziamento
presso la Parrocchia di San Lorenzo (posti limitati necessaria prenotazione tramite WhatsApp 3289445517 – Menù vegetariano: antipasto, bis di primi, dolce e vino – bambini 10 €, adulti 15 €)  

ore 14.00 Visita all’installazione dell’artista Marco Ascanio

ore 14:30 Canti di pace: voci libere contro la guerra 

ore 16:00 Performance di danza e poesia palestinese
a cura del collettivo Quadricore

ore 16:30 Assemblea

ore 17:30 Danze popolari dai Balcani alla Palestina
 rotte di migrazione e resistenza



Con il Movimento No Base in questo evento:

PaxChristi punto pace Valdera
Circolo Operaio di Fornacette
Circolo Arci L’Ortaccio Vicopisano
Caritas parrocchiale di Ponsacco
Coordinamento NO Valdera Avvelenata
Parrocchia di San Lorenzo di Gello
Coordinamento Stop Rearm Europe Valdera
Legambiente Valdera
Arci Ragazzi Valdera
Arci Valdera










 

UNA BASE MILITARE A PONTEDERA

UNA BASE MILITARE A PONTEDERA

520 milioni di previsione di spesa pubblica, oltre 40 ettari di cementificazione per una nuova base militare a Pontedera, presso l’area agricola della Tenuta Isabella per una pista di addestramento militare, piazzali per le manovre, officine, uffici, muri parapalle e un poligono di tiro a cielo aperto di 500 metri. Pisa e Pontedera al centro della macchina bellica: ma come siamo giunti a questo punto?

Il coinvolgimento di Pontedera nel progetto della nuova base militare per i reparti speciali dei carabinieri (GIS e Tuscania) emerge dopo il fallimento dell’iniziale ipotesi di collocamento delle strutture addestrative a Coltano.

A pochi giorni dall’oceanica manifestazione del 2 giugno a Coltano, l’8 giugno 2022 si riunisce il tavolo interistituzionale con rappresentanti di Regione Toscana (Eugenio Giani), Comune di Pisa (Michele Conti), Provincia di Pisa (Massimiliano Angori), Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli (Lorenzo Bani), Ministero della Difesa e Arma dei Carabinieri, che decide per uno spacchettamento del progetto tra Pisa e Pontedera. Se la reazione della città è di immediata contrarietà, come testimoniato dall’ampia partecipazione alla prima assemblea pubblica, il sindaco della città della Vespa Matteo Franconi si dice pronto e disponibile a valutare la proposta, nonostante alcuni malumori in giunta. Secondo indiscrezioni giornalistiche, Giani spingerebbe per spostare l’intera installazione sul territorio pontederese, su terreni della frazione di Santa Lucia per sfruttare la vicinanza alla superstrada Fi-Pi-Li, mentre il sindaco di Pisa spingerebbe per la zona industriale di Ospedaletto.

Dopo queste schermaglie estive, il lavoro di ri-progettazione prosegue al riparo da occhi indiscreti, tra tavoli interministeriali e riunioni a porte chiuse, in barba a qualunque principio di trasparenza istituzionale e coinvolgimento della cittadinanza. Per oltre un anno il movimento No Base continua a fare pressioni, assemblee, tavoli informativi e richieste di accesso agli atti, per sfondare il muro di gomma delle istituzioni locali, regionali e ministeriali.

A settembre 2023 l’annuncio della chiusura del tavolo interistituzionale e del progetto definitivo: una mega base militare, suddivisa in due siti, uno all’interno dell’area del parco di San Rossore (area ex Cisam) a San Piero a Grado (Pisa) e uno sui terreni della tenuta Isabella a Pontedera. Dagli iniziali 190 milioni si passa a una previsione di spesa di 520 milioni di euro, con un consumo di territorio di 140 ettari, di cui 40 ettari a Pontedera. In particolare, per la città della Valdera si prevede la creazione di una pista di addestramento per mezzi militari e un poligono di tiro a cielo aperto di 100 metri.

A fronte di questa devastante novità, le istituzioni pontederesi continuano a tacere. Le uniche affermazioni via stampa tentano di minimizzare l’impatto, parlando solo di una pista addestrativa da aprire anche al pubblico, senza soffermarsi sul poligono di tiro. Questo nonostante la suddetta pista comporti la presenza, oltre ad una pista di oltre 1,3 km avente diverse tipologie di traiettorie, fabbricati per paddock, officina e garages per le auto, uffici di direzione della pista, un muro parapalle per esercizi a fuoco, un piazzale per manovre, una piastra idraulica e bagnato, un fabbricato dedicato agli uffici di controllo comandi del bagnato, un piazzale avente forma circolare (diam. 70 mt) per guida sottosterzo, un piazzale per manovre basiche e altre strutture. Una colata in cemento in piena regola, in una zona a vocazione agricola e a forte rischio idraulico, visto che sorge accanto al canale Scolmatore. A parte un nuovo giro di schermaglie politiche, la posizione di Sindaco e giunta rimane attendista: aspettiamo e valutiamo.

Nonostante il silenzio istituzionale e la mancanza di qualsivoglia forma di confronto pubblico sul progetto, il movimento No Base pontederese continua a mobilitarsi, e a marzo 2023 cerca di avere notizie dall’amministrazione (che a differenza di quanto annunciato dal sindaco nel 2022 non aveva mai partecipato al tavolo interistituzionale), depositando le firme di oltre cento residenti necessarie per una richiesta formale di chiarimenti, senza ottenere alcun aggiornamento.

Si arriva così a giugno 2024, quando tra le pieghe del DL infrastrutture spunta un iniziale  finanziamento di 20 milioni per il primo lotto del progetto. Per superare l’ignavia delle istituzioni e del primo cittadino pontederese, la neoeletta consigliera comunale Denise Ciampi presenta a luglio 2024 una mozione in cui chiede al Consiglio Comunale e alla Giunta di opporsi a questo progetto di militarizzazione e cementificazione del territorio, in nome dei valori di pace e rispetto dell’ambiente tante volte sbandierati anche in campagna elettorale. La mozione viene bocciata con un solo voto favorevole (della promotrice Ciampi) e un astenuto, secondo il mantra che ancora non ci sono tutti i dati per valutare. Ironia della sorte, pochi giorni dopo, l’8 agosto 2025 il DDL 1937 del Senato (conversione del DL infrastrutture) conferma l’interessamento della tenuta Isabella, come mostrato dalla mappa allegato al testo più sopra.

Per Pontedera, si prevede la cementificazione di 40 ettari di terreno agricolo, per la costruzione di una pista di addestramento di mezzi militari, con tutte le strutture annesse, piazzali, officine e un muro parapalle per le esercitazioni a fuoco, e un poligono di tiro a cielo aperto di 500 metri.

Oltre cento pontederesi insieme al Movimento No Base chiedono chiarezza a Franconi sulle infrastrutture militari previste sul territorio comunale

Oltre cento pontederesi insieme al Movimento No Base chiedono chiarezza a Franconi sulle infrastrutture militari previste sul territorio comunale

Protocollata un’interrogazione per il sindaco e la giunta di Pontedera, di seguito il comunicato dell’iniziativa

La nuova base militare dei corpi speciali dei Carabinieri e dell’esercito, la cui costruzione era inizialmente prevista a Coltano, interesserà infatti due aree del territorio pisano: l’area ex Cisam a Pisa e la tenuta Isabella a Pontedera.

Secondo quanto riportato dai verbali dei tavoli interistituzionali (6 settembre e 18 ottobre), il nostro territorio vedrà la costruzione di una pista per l’addestramento alla guida di automezzi militari e di un poligono di tiro, mentre nell’area ex Cisam a Pisa sorgeranno la base e gli alloggi. L’area interessata è quella della tenuta Isabella, una zona verde in cui si trovano attività ricreative molto conosciute.

Queste sono le uniche informazioni che abbiamo rispetto a un progetto altamente impattante, interamente a carico della fiscalità pubblica, e che risponde a logiche di guerra estranee agli interessi della cittadinanza. A meno di un mese dalle inondazioni che hanno colpito Pontedera, dopo 2 anni di avvelenamento del territorio con il Keu, non ancora rimosso dalla lottizzazione del Green Park (zona stadio), iniziamo quindi una raccolta firme per chiedere al Sindaco e alle istituzioni chiarezza in merito al progetto della base militare.

Finora il sindaco si è limitato a dare carta bianca ai vertici regionali e ministeriali, intervenendo solo attraverso alcuni post Facebook. Non ha partecipato ai tavoli interistituzionali del 6 settembre e del 18 ottobre, in cui si è deciso che la pista per automezzi militari e il poligono a cielo aperto dovevano sorgere a Pontedera e non ha mai fatto una comunicazione ufficiale in merito.

Pretendiamo invece chiarezza e informazioni ufficiali, perché decisioni di questa portata non possono essere prese tenendo i cittadini all’oscuro. Che cosa c’è da nascondere? Vogliamo quindi sapere dal Sindaco:

Come siamo giunti al coinvolgimento di Pontedera?
Come mai non è stata effettuata alcuna comunicazione istituzionale riguardo al progetto?
Quali aree del territorio saranno interessate dal progetto?
È presente una bozza di progetto con valutazione economica e ambientale?
Nel verbale del 18 ottobre si parla di esproprio a carico del Comune. È confermata questa spesa? Quali fondi saranno utilizzati?
Il poligono di tiro a cielo aperto sorgerà sul territorio pontederese? Quali attività vi si svolgeranno?
Quali tempistiche sono previste per il progetto?

Per questo iniziamo una campagna di raccolta firme, perché il sindaco deve informare i cittadini rispetto al progetto di base militari, su non abbiamo nessuna informazione ufficiale!